Martedì 26 Marzo 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

società > incursioni

Palmiro, un libero contadino

Alfonso Pascale

Al di là delle ideologie, propongo quale "incursione" di questa settimana una breve nota di Alfonso Pascale dedicata ai cinquant'anni dalla morte di Palmiro Togliatti. Nella rivista "l'albatros" - numero 3/2014 - è stato pubblicato, proprio a firma di Pascale, il saggio "Un libero contadino che coltiva la Repubblica. Togliatti e le campagne". Molto ricco l'indice dei paragrafi, e su facebook è stata appositamente creata una pagina che si può consultare QUI. Mentre, per chi non conosce l'attento lavoro di Pascale, consigliamo di curiosare nel suo sito web: QUI. (Luigi Caricato)

A cinquanta anni dalla morte di Palmiro Togliatti e a settanta dal suo rientro in Italia, dopo diciotto anni di esilio in Unione Sovietica, è utile tornare a riflettere sul lascito politico e intellettuale di questa straordinaria personalità del novecento. La crisi di senso che da tempo viviamo dipende anche dal fatto che protagonisti del recente passato, i quali sono stati artefici di tradizioni politico-culturali che hanno contribuito fattivamente alla costruzione delle istituzioni repubblicane, ma anche delle culture e delle mentalità oggi più diffuse nel nostro paese, siano stati del tutto dimenticati. Eppure sono convinto che tali tradizioni rappresentano, nel bene e nel male, le radici del nostro presente e continuano comunque a influenzarlo perché, volenti o nolenti, fanno parte del nostro DNA.

Le radici di noi italiani sono anche radici comuniste, socialiste e democristiane. È per questo che faremmo bene a rielaborarle, criticamente e consapevolmente, senza pietosi occultamenti o struggimenti nostalgici. Per quanto riguarda le radici comuniste, dovremmo imparare a distinguere gli errori del PCI (il più tragico dei quali è stato quello di non dissociarsi per tempo dal dispotismo di Stalin e dei suoi eredi e di non liberare del tutto l’idea di eguaglianza dal mito industrialista della socializzazione operaia) e gli aspetti ormai non più servibili o incompatibili di quella cultura con le nostre odierne sensibilità da tutto ciò che, invece, ancora oggi può costituire linfa vitale a cui attingere per guardare con ragionevoli speranze al futuro.

Togliatti era nato a Genova in una famiglia tipica della piccola borghesia piemontese. I genitori erano maestri elementari e lui era terzo di quattro fratelli. Nel retro della casa di Sondrio, dove si erano trasferiti quando lui era ancora bambino, c’era un orto, a cui la mamma Teresa accudiva per integrare il bilancio familiare. Lì Palmiro e i suoi fratelli avevano imparato ad allevare ogni sorta di animali e a coltivare fiori e ortaggi. Per due mesi dell’estate andavano a vivere a duemila metri in un fienile affittato per poche lire e si nutrivano del cibo dei pastori. Nei pochi giorni di riposo concessigli dal lavoro, il padre Antonio faceva da guida ai ragazzi in lunghissime gite.

L’amore per la terra e la passione per le escursioni in montagna non lo abbandoneranno mai più. I nonni paterni vivevano a Coassolo Torinese ed erano proprietari di poco più di un ettaro di terreno, coltivato a prato e a pascolo e con qualche albero da frutta; qualche pecora e pochi animali da cortile completavano il loro magro patrimonio.

Col suo puntiglio storico e filologico, il futuro capo del PCI andrà alla ricerca delle origini della sua famiglia e scoprirà che fin dal 1300 i suoi antenati erano “liberi contadini”. “Come vede – scrive a Carlo Trabucco – non mi mancano i titoli di nobiltà, e quella vera”.

Alfonso Pascale - 05-08-2014 - Tutti i diritti riservati

COMMENTI

Per poter commentare l'articolo è necessaria la registrazione.
Se sei già registrato devi effettuare l'accesso.

ULTIMI
DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Il vino della settimana: Falanghina del Sannio 2017, di Mastrobernardino

Il vino della settimana: Falanghina del Sannio 2017, di Mastrobernardino

Da una cantina di riferimento della Campania, un vino non pienamente espresso a livello olfattivo, ma decisamente più convincente al gusto, per acidità e corpo, sapidità e rotondità > Enrico Rana

RICETTE OLIOCENTRICHE
Felafel con hummus ai tre oli

Felafel con hummus ai tre oli

Un piatto tipico della cucina libanese, egiziana, greca, siriana, turca e israeliana, che unisce i popoli e le tradizioni alimentari del Mediterraneo e del Medio Oriente, riproposto per l’autunno che verrà da Oleificio Zucchi. Cosa ha di speciale questa ricetta oliocentrica? Una perfetta combinazione tra olio di semi di sesamo, olio di semi di arachide e, immancabile, l’olio extra vergine di oliva

EXTRA MOENIA
Le olive da tavola a marchio Carapelli

Le olive da tavola a marchio Carapelli

Novità di prodotto. E ora non soltanto l’olio, anche il frutto dell’oliva destinato al consumo tal quale. In diverse soluzioni e varianti. In vaso in vetro, con tre varietà: Leccino, Peranzana e Taggiasca; e in busta stand up per uno snack comodo da provare in ogni occasione, anche fuori casa

 

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

Le ricette evo. L'olio buono in cucina

OOF 2019. A Olio Officina Festival 2019 grande risalto all'olio extra vergine di oliva come ingrediente. La scelta di una buona materia prima e l'attenzione a utilizzare al meglio l'olio da olive va incentivata sin da subito. La formazione è un buon punto di partenza. Cinzia Boschiero intervista Cristina Santagata

BIBLIOTECA OLEARIA
L’assaggio delle olive da tavola

L’assaggio delle olive da tavola

Un libro che ci introduce alla degustazione delle olive da mensa, scritto da Roberto De Andreis, noto esperto di analisi sensoriale, fa parte del gruppo olive da tavola del Consiglio oleicolo internazionale. È inoltre presidente del Comitato Promotore Taggiasca Dop, nonché capo panel presso il Laboratorio chimico merceologico della Camera di Commercio Riviere di Liguria