Martedì 12 Novembre 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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Per me è stato come smuovere un carro armato senza cingoli

Luigi Caricato

Il testo che leggerete di seguito, riprende integralmente l'editoriale riportato nel numero 5 di Oliocentrico, ottobre 2019, giornale mensile edito da Olio Officina, CHE POTETE LEGGERE CLICCANDO QUI

Quando mi sono svegliato un mattino dicendomi convinto di mettere in piedi una nuova rivista, mi sono detto, categorico: “non sei soltanto pazzo, ma anche stupido”. 

Sì, stolto e folle. 

Per anni ho collaborato, sin dagli anni Novanta, proprio agli inizi di un decennio estremamente vorace e magnifico, con diverse riviste, italiane ed estere, e mi sono sempre adoperato per favorire in tutti i modi la trasmissione di una sana cultura dell’olio. 

L’obiettivo, per me, era di portare l’olio extra vergine di oliva tra la gente. E, in tutti questi anni, riconosco che sono migliaia gli oli che ho recensito su diverse riviste, specializzate e non, dando sempre la giusta luce ed evidenza a un prodotto, l’olio extra vergine di oliva, tanto consumato quanto poco conosciuto. 

Le fatiche che ho dovuto sopportare sono ancora oggi immense. Intorno a me ci sono operatori del settore poco collaborativi. Sono invecchiato di cent’anni, anche se il fisico non ne ha risentito – per fortuna! – almeno per ora. E adesso, dall’alto dei miei 54 anni, più i 100 (invisibili) che mi porto dietro come zavorra, faccio una riflessione.

La parte più difficile è stata convincere i miei colleghi giornalisti ad accettare le recensioni degli oli. Mi guardavano stupefatti (ma forse sarebbe più corretto dire “schifati”) all’idea di un olio da annusare e introdurre in bocca: “ma è un grasso”, dicevano. Poi, pian piano, si sono convinti e ho così gestito diverse rubriche su svariate testate giornalistiche, raccontando gli oli alla gente. Ho convinto i miei colleghi, e ora per loro è normale pensare di recensire un olio e raccontarlo. Anche i lettori hanno gradito.

La parte più difficile per me è rappresentata dalle aziende olearie. Così disorganizzate, al punto da non conoscere il prezzo dei propri oli, da non avere foto professionali scontornate delle bottiglie, comunque sempre poco collaborative e sempre lentissime nelle risposte. Una fatica enorme. Ho fatto tanto per loro, ma loro se ne stanno chiuse in se stesse. Per me è stato come smuovere un carro armato senza cingoli. Ecco perché pensare all’allestimento della rivista Oliocentrico mi agita. Si lavora dieci volte di più per avere informazioni.

È il motivo per il quale l’olio da olive non è ancora conosciuto e apprezzato nelle sue qualità e peculiarità dai consumatori. Perché le aziende produttrici e confezionatrici (salvo felici eccezioni) sono state per decenni e decenni dormienti, svogliate, o, come si dice nel linguaggio scurrile, “scazzate”. Chissà se si sveglieranno.

Ancora oggi vedo tanti zombie che si muovono impacciati, poco inclini a credere nella cultura dell’olio, anche se l’olio lo producono.

Sono stato sufficientemente odioso?

Bene. Buona lettura (QUI).

 

NON HAI ANCORA LETTO I NUMERI PRECEDENTI DEL MENSILE OLIOCENTRICO?

PUOI FARLO CLICCANDO DI SEGUITO:

Oliocentrico 1, giugno 2019

Oliocentrico 2, luglio 2019

Oliocentrico 3, agosto 2019

Oliocentrico 4, settembre 2019

Oliocentrico 5, ottobre 2019

LEGGI LE ALTRE RIVISTE DI OLIO OFFICINA: QUI

 

Luigi Caricato - 15-10-2019 - Tutti i diritti riservati

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