Lunedì 26 Febbraio 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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Perché io sono un albero

Luigi Caricato

Io sono un albero, perché non potrei essere altro che un albero. Sta scritto da qualche parte dentro di me, nella mia natura. Non è un caso che abbia scelto proprio questa espressione - “Io sono un albero” - quale tema portante e trainante della settima edizione di Olio Officina Festival.
Sentirsi un albero è un po’ come evocare e richiamare con una certa sollecitudine una altrettanto forte e urgente attenzione da riservare all’ambiente, alla sua tutela e cura.

C’è inoltre da osservare che immedesimarsi in un albero equivale a immergersi in quell’elemento naturale di cui ci sentiamo noi stessi parte in causa, quasi fosse l’albero un non luogo che contiene tutti i luoghi dove tutti noi in qualche modo cerchiamo di rifugiarci, o per trovare un po’ di pace interiore, o per riflettere sui valori fondanti della vita. 

Ecco allora il motivo per cui io mi sento - e forse, chissà, in fondo proprio lo sono per davvero - un albero, tanto che ogni santo giorno, da albero, mi sforzo di trovare altri alberi, miei alleati, tra i miei simili, che amino e apprezzino queste creature vegetali, impegnandosi a piantarne di nuove e a farle crescere rigogliose, soprattutto nelle città.

Io non sono però un agricoltore, perché non ne ho le capacità e l'attitudine. Anzi, io stesso mi sento bisognoso di qualcuno che mi coltivi e che mi porti con sé nel proprio cuore.
Sentirmi albero mi aiuta e mi fa star bene, anche perché nessun albero in fondo è mai solo.

Luigi Caricato - 23-01-2018 - Tutti i diritti riservati

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