Lunedì 20 Novembre 2017 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

società > incursioni

Ricostruire il rapporto tra uomo e territorio

Alfonso Pascale

L'approvazione a larga maggioranza della legge sul cosiddetto consumo di suolo ha riaperto il dibattito sul governo del territorio. Con le nuove norme non ci saranno cambiamenti reali perché mancano politiche attive di gestione del territorio. Si annunciano obiettivi, come l'azzeramento della cementificazione entro il 2050, difficilmente raggiungibile se non si mettono in opera nuovi strumenti e non si promuovono nuove attività nelle aree agricole.

Ricostruire il rapporto tra l’uomo e il territorio è un problema complicato da affrontare perché si tratta di ridare un senso al luogo, per usare una bella espressione di Franco Ferrarotti. Non si ottengono risultati significativi lottando contro il cosiddetto consumo di suolo. Consumare non significa solo distruggere, non richiama solo l’idea dello spreco. Tale accezione rinvia ad un’immagine prettamente materiale del consumo e, questa a sua volta, ad una cultura della produzione industriale fordista che si rivela assai persistente, nonostante il frequente richiamo alla terziarizzazione della società e al peso crescente della dimensione immateriale dei beni.
Una pluralità di esperienze di consumo enfatizza, invece, un nuovo modo di possedere in un’accezione più ricca del semplice logoramento. Si parla sempre più di consumo critico, responsabile, riflessivo. Si torna, in un certo senso, a modi di essere e di pensare, precipui della cultura rurale, che accompagnavano l’appropriazione e la consumazione di un bene con riti conviviali e consuetudini sociali atte a garantirne anche la riproducibilità.

Consumare e fruire tornano ad essere sinonimi perché costituiscono un insieme di atti attraverso i quali definiamo ed esprimiamo la nostra identità, costruiamo la nostra vita quotidiana, entriamo in relazione con altri individui. L’idea spregiativa di consumo riferita al territorio è figlia di una visione urbanocentrica che ancora influenza gli approcci prevalenti alle politiche territoriali. Si fa fatica a capire che il territorio non si divide più con l’accetta in aree cementificate, da una parte, e in aree agricole adibite alla produzione agroalimentare, dall’altra.
Le campagne urbane si vanno spontaneamente attrezzando in funzione di una nuova domanda di servizi che i cittadini richiedono: fattorie sociali, centri didattico-educativi, orti. Si guarda all’agricoltura “sui tetti” in serre fotovoltaiche come ad una innovazione per bonificare le croste urbane. Sorgono comunità di cibo, gruppi di acquisto solidale, farmer’s market, co-housing, ecovillaggi.

La ricerca di senso e di nuovi stili di vita, da parte di persone provate dal disagio urbano, s’incrocia coi bisogni abitativi di giovani coppie e di nuovi poveri. Di fronte a fenomeni siffatti occorrerebbe battersi per riempire il territorio di nuove attività, che riproducano beni relazionali come condizione per tutelare le risorse naturali. Si tratterebbe di trasformare bisogni diffusi di socialità in domanda strutturata di beni materiali e immateriali per costruire forme di vivibilità, cura, produzione, scambio e consumo, capaci di creare nuovo sviluppo. Questo può avvenire mediante la rigenerazione di un’agricoltura relazionale e di territorio, la fioritura di una leva di neo-agricoltori il cui obiettivo non dovrebbe essere quello di produrre cibo in sé, ma produrlo in un certo modo per ottenere beni pubblici capaci di soddisfare bisogni collettivi.

 

Alfonso Pascale - 24-05-2016 - Tutti i diritti riservati

ULTIMI
DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Think green

Think green

Un mix di olive di diverse cultivar rendono l'olio dell'Oleificio Angelo Coppini di Terni, un cento per cento italiano, un extra vergine versatile e armonico, dal gusto rotondo > Maria Carla Squeo

RICETTE OLIOCENTRICHE
Corzetti o croxetti?

Corzetti o croxetti?

Valgono entrambi i nomi. Si tratta di una pasta tipica della cucina ligure, composta da acqua, farina di grano e sale. Si abbina benissimo alla cipolla egiziana ligure cruda, come pure a una crema di peperoni e al tartufo nero della Val Bormida. Immancabile l'olio extra vergine di oliva Taggiasca in purezza > Marco Damele

EXTRA MOENIA
Il Progetto educativo Monini 2017/2018

Il Progetto educativo Monini 2017/2018

Mo`e la favola dell'olio. Alla Camera dei Deputati le scuole vincitrici del progetto di educazione alimentare dell'azienda umbra. Con loro Gianfranco Vissani, Sara Farnetti e il tecnologo alimentare Salvatore Velotto. Oltre ai fratelli Monini, ovviamente: Zefferino, presidente di Monini Spa, e Maria Flora, direzione immagine e comunicazione

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

La genesi dell'oliva

In un video emozionale e insieme documentaristico l'azienda veneta Frantoio Fratelli Turri di Cavaion Veronese, fa comprendere a chi non ha confidenza con il frutto dell'oliva, come si forma e si struttura il frutto ne corso dei mesi e come alla fine nasca l'olio extra vergine, quello a marchio Garda Dop Turri di varietà Casaliva

BIBLIOTECA OLEARIA
The Olive Tree Genome. Genetica e genomica dell’olivo

The Olive Tree Genome. Genetica e genomica dell’olivo

Il libro - a cura di Eddo Rugini, Luciana Baldoni, Rosario Muleo e Luca Sebastiani - fornisce un'introduzione alla genetica, alla genomica e all’allevamento dell'olivo, pianta longeva e multifunzionale, rilevante non soltanto per la produzione di olive da tavola e da olio, ma anche per il paesaggio e per la storia delle zone rurali