Giovedì 19 Settembre 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

società > incursioni

Servizio

Alfonso Pascale

Cosa significa la parola “servizio”? 

Una prima derivazione connette il termine “servizio” al greco “seirà” (corda, fune) - a sua volta intrecciato con il verbo “eiro” (legare, collegare) - e con il latino “sero” (collegare). Il servo sarebbe, così, “colui che è legato”, sia fisicamente sia socialmente, a un padrone.

Ma questa origine etimologica non è attendibile, benché abbia in passato influenzato la nostra società. Più accreditata è la derivazione dal verbo latino “servāre” (guardare, custodire, sorvegliare). Il servo sarebbe quindi un “custode”, una “guardia”.

Più feconda appare, nella parola “servizio”, la presenza della radice indoeuropea “swer”, dalla quale deriva il greco “eros”, che in Omero significa sia “protettore del popolo” sia “uomo abile al combattimento”. In tal caso il servo è colui che tiene costantemente gli occhi su qualcuno per essere pronto ai suoi desideri e alle sue aspettative.

Ma la parola “servizio” (e l’altra ad essa legata, “servo”) porta con sé la ricchezza del termine ebraico “ābad” che, utilizzato prevalentemente in ambito agricolo, significa letteralmente “servire”, “coltivare”. In ambito biblico, indica anche il servizio che il popolo è chiamato a rendere a Dio come conseguenza della liberazione dall’Egitto e del patto stipulato al Sinai.

Sono stati i filosofi greci, ad eccezione di Aristotele, i primi a considerare la parola “servizio” come una prestazione d’opera dovuta da alcuni ad altri per la superiorità razziale di questi ultimi. Tale concezione divenne prassi diffusa nell’antica Roma, grazie anche alle continue conquiste ed espansioni. Tanto che oltre un terzo della popolazione romana era composta da schiavi e da servi. Uomini senza diritti né status sociale.

Oggi la parola “servizio” è tornata in auge ma è, in parte, circondata da una buona dose di stucchevole retorica: si mette in mostra il proprio "servizio" e, per questo, si pretendono riconoscimenti.

C’è un solo modo per verificare l’autenticità di un “ābad” (servizio): servire gli altri senza servirsi degli altri e senza farsi servire. Perché non può esistere solo la dimensione dell’utilità (dell’”uti”) senza quella della gratuità (del “frui”). Nella “civitas hominis”, Agostino mette in relazione “otium” e “negotium”, “frui” e “uti”. Dalla loro armonica interdipendenza nasce la personalità completa. 

Il “servizio” presuppone dunque accoglienza, apertura all’altro, disponibilità, capacità di ascolto. Per questo “ābad” significa sia “servire” che “coltivare”. Per coltivare è necessario prima poggiare a terra l’orecchio quasi a cogliere il pulsare profondo del sottosuolo dove oscuramente germina la vita. È questo l’atteggiamento della persona umile. L’umiltà ha a che fare con la terra, con l’”humus”, con l’“ābad”.

Alfonso Pascale - 23-04-2019 - Tutti i diritti riservati

ULTIMI
DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Il vino della settimana è il Valpolicella Classico Superiore di Zenato

Il vino della settimana è il Valpolicella Classico Superiore di Zenato

L'azienda, di Peschiera del Garda, nel Veneto veronese, opera sia nell'area gardesana, sia in Valpolicella. Nei suoi 75 ettari produce vini di qualità nel rispetto del territorio e valorizzando i vitigni autoctoni. Quello in degustazione,  da uve Corvina Veronese, Rondinella e Corvinone, è un rosso rubino, con note di frutta matura, molto balsamico, e che con l’ossigenazione evolve allo speziato > Enrico Rana

RICETTE OLIOCENTRICHE
“Ho fatto un pasticcio”, con olio Zucchi “Sostenibile” 100% italiano

“Ho fatto un pasticcio”, con olio Zucchi “Sostenibile” 100% italiano

Avete mai sentito parlare di "ricette oliocentriche"? Si parte dalla materia prima olio e a partire da questa si scelgono gli altri ingredienti per giungere alla costruzione di una ricetta. Ecco allora una pratica dimostrazione con la chef Sara Latagliata. La ricetta è stata realizzata per il numero 9 di OOF International Magazine

EXTRA MOENIA
Si chiama Evo Selection. È il nuovo nato del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia

Si chiama Evo Selection. È il nuovo nato del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia

Novità di prodotto. Si amplia la gamma della Famiglia Mela di Imperia. Si tratta di un monocultivar Taggiasca che arricchisce l’ampia offerta di produzioni della nota azienda ligure. Si presenta con un abbigliaggio in chiave moderna, in linea con le esigenze di bellezza e bontà proprie del pubblico dei millenials

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

Aurevo. L’olio al centro delle attenzioni

È una delle tre proposte ristorative presenti all’interno del Palazzo di Varignana. Per chi ha piacere di andarci, è possibile degustare tutti gli oli prodotti nelle tenute di Agrivar a Castel San Pietro Terme, sui colli bolognesi. Il contesto è unico e ha due anime: è un resort e insieme una azienda agricola con oltre 200 ettari. L’intervista a Eleonora Berardi, nell’ambito della seconda edizione del Forum Olio & Ristorazione. Tre i punti di forza: legame con il territorio, storia e tradizione

BIBLIOTECA OLEARIA
Il codice sensoriale olio di oliva

Il codice sensoriale olio di oliva

È il libro del tecnologo alimentare William Loria, edito dal Centro Studi Assaggiatori. Un manuale di sole 96 pagine in cui si condensa un sapere essenziale > Maria Carla Squeo