Martedì 19 Marzo 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

società > incursioni

Sono 30 anni che l’Italia olivicola è ferma

Luigi Caricato

A sostenerlo, nei giorni scorsi, non sono stato io, ma il professor Franco Famiani dell’Università di Perugia, in occasione di un convegno di cui ero anch’io relatore, a Castelmuzio, nella Toscana senese.

Ovviamente non mi limito a sottoscrivere tale implacabile, severo e funesto giudizio, ma colgo l’occasione per ribadire come questa denuncia di immobilismo assoluto io l’abbia fatta almeno vent’anni fa, non solo a parole pronunciate in privato e in pubblico, ma anche con articoli su carta stampata e sul web, ovunque e in qualsiasi contesto ho espresso la mia visione, allora dapprima inascoltata, poi avversata e contrastata, ora tutto è diverso. Si avvicina la fine dell’olivicoltura italiana per inedia e tutti se ne rendono ora conto, anche se non tutti ne comprendono ancora la via d’uscita. Credono che basti sperare e evocare la parola “cambiamento” perché tutto avvenga, ma nulla potrà avvenire, perché gli italiani sono malati di immobilismo, e più che alla decrescita felice puntano ostinatamente alla decrescita infelice. Ce la mettono tutta per osteggiare chi cerca ogni possibile soluzione per voltare pagina.

Franco Famiani è stato impietoso: “abbiamo piante vecchie, sesti irregolari, densità basse, difficoltà nell’ubicazione degli oliveti, piante vetuste che non si prestano alla meccanizzazione, oggettive problematicità di gestione, pochi impianti intensivi e moderni, collocazione degli ulivi su terreni non ottimali, con bassa redditività”. Insomma, non c’è speranza di risalire la china. Non piantiamo nemmeno olivi, quelli che lo fanno vengono contrastati e intralciati, anche derisi in alcuni casi. Forse dobbiamo interrogarci su cosa vogliamo fare. Siamo un popolo vecchio, senza energie, che si sta spegnendo, eppure la strada per voltare la pagina c’è. L’ho detto anni fa, senza essere ascoltato, poi  finanche in seguito denigrato e calunniato, per le cose dette e scritte, anche perché sostenere che le responsabilità siano state tutte di coloro che hanno gestito il sistema agricolo non piace, perché è una verità amara, ma presto, vedrete, tra altri trent’anni, ci sarà chi riconoscerà che effettivamente quel che andavo dicendo e scrivendo era giusto, le responsabilità sono di chi ha governato le organizzazioni agricole, ma ieri come ora sarà troppo tardi ormai, e si potrà solo constatare la causa del decesso dell’olivicoltura italiana. Saremo testimoni di una civiltà passata e i pochi imprenditori illuminati che hanno in tutti questi anni compiuto i propri passi in solitudine, investendo, credendoci, resteranno i nuovi paladini della olivicoltura della rinascita, perché poi alla fine la storia è ciclica, conosce avanzamenti e arretramenti. Peccato che oggi stiamo vivendo la fase di inesorabile declino, una crisi tanto più amara quanto più si rivela figlia della stoltezza di chi ancora insiste nell’ostacolare il progresso e la civiltà a suon di logori slogan made in Italy - made in Italy: per giungere dove?

Luigi Caricato - 23-10-2018 - Tutti i diritti riservati

ULTIMI
DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Il vino della settimana: Barabàn 2016, di Fattoria Eolia

Il vino della settimana: Barabàn 2016, di Fattoria Eolia

Un Cabernet delle Venezie 2015 tipico e di ottima beva. Intenso all’esame olfattivo e dal sapore svanisce in poco tempo ma che nel complesso risulta piacevole e caratteristico, con note di frutta rossa.  > Enrico Rana

RICETTE OLIOCENTRICHE
Felafel con hummus ai tre oli

Felafel con hummus ai tre oli

Un piatto tipico della cucina libanese, egiziana, greca, siriana, turca e israeliana, che unisce i popoli e le tradizioni alimentari del Mediterraneo e del Medio Oriente, riproposto per l’autunno che verrà da Oleificio Zucchi. Cosa ha di speciale questa ricetta oliocentrica? Una perfetta combinazione tra olio di semi di sesamo, olio di semi di arachide e, immancabile, l’olio extra vergine di oliva

EXTRA MOENIA
Un inedito touchpoint per interagire con la clientela

Un inedito touchpoint per interagire con la clientela

Innovazioni. Fratelli Carli, la storica azienda olearia ligure, entra nel mondo digical - neologismo generato dalla crasi tra le parole “digital” e “physical” -  e allarga il numero di punti di contatto con la propria clientela. Dopo la vendita per corrispondenza, l’e-commerce e la catena retail degli Empori, l’azienda potenzia il proprio percorso verso l’omnicanalità e lancia a Monza il prototipo di self-machine refrigerata, dedicata ai piatti tipici della propria regione

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

L' olio di sansa ha una grossa carta da giocare

OOF 2019. Nell'ambito di Olio Officina Festival, è stato presentato un interessante studio (commissionato da Pantaleo Spa e condotto dall'Università di Udine) su un olio che per tanti anni è stato trascurato ma che merita ben altra considerazione, anche in ragione dell'alto contenuto in acido oleico e al contenuto elevato di tocoferoli. Intervista al professor Lanfranco Conte

BIBLIOTECA OLEARIA
OOF International Magazine numero 7

OOF International Magazine numero 7

Anche l'edizione invernale della rivista trimestrale di Olio Officina ha avuto un vasto consenso, presentata in esclusiva nell'ambito di Olio Officina festival 2019 e di cui abbiamo avuto più occasioni per scriverne. Il tema portante? L’olio a fumetti. Nuovi stili, nuovi linguaggi. Il consiglio è di abbonarsi e non perdere nessuno dei numeri. È possibile anche richiedere i numeri arretrati