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Un marketing pensato su misura per l’olio da olive

Luigi Caricato

Il marketing applicato agli oli da olive è di per sé difficile, perché si tratta di una materia prima complessa, con una minore attrattiva rispetto a una bevanda. Tanto per intenderci, è più facile pianificare una azione di marketing sul vino o sulla birra o sui superalcolici, mentre è molto meno facile intervenire sull’olio, che è una sostanza grassa che per quanto possa avere buoni profumi e sapori, non si presta molto come tale, perché viene ingiustamente confinata al ruolo di ingrediente in cucina, non invece a un ruolo da protagonista. Per questo motivo occorre studiare un approccio nuovo per l'olio, un approccio pensato e costruito su misura.

È vero, il marketing applicato agli oli da olive non è di per sé una progettualità facile da pianificare e svolgere, ma è una missione comunque possibile, e anche molto stimolante sul piano intellettuale. Il problema, fino ad oggi, è nell’aver applicato i principi e le regole del marketing mutuando solo da altre esperienze e da altre merci, quando invece occorre agire con un marketing pensato su misura per l’olio da olive, un marketing di tipo sartoriale per intenderci.

Occorre studiare il prodotto olio da oliva, possedere una conoscenza piena di questa materia prima e realizzare di conseguenza un piano di marketing adeguato alla natura del prodotto. Ciò che manca, inoltre, è anche l’attitudine a valorizzare tutte le quattro categorie merceologiche degli oli da olive, comprese quelle meno affascinanti come l’olio di sansa di oliva e l’olio di oliva; lo stesso olio di oliva vergine va promosso e rilanciato quale olio da cottura.

Bisogna ripartire da zero, far tabula rasa e ripensare la comunicazione di una materia prima tanto sfaccettata quanto multiforme e poliedrica.

Luigi Caricato - 17-04-2018 - Tutti i diritti riservati

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