16 Dicembre 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

società > incursioni

Una inversione a U

Luigi Caricato

Visto che l’attuale declino economico e sociale del Paese è frutto del disfacimento del popolo, cresciuto nell’ignoranza e nel pregiudizio, occorre partire proprio dal risanamento e dal recupero del popolo. Situazione a prima vista impossibile, perché richiede decenni di insuccessi e continui tentativi fallimentari. Eppure l’attuale situazione - che è la fotografia di una comunità disintegrata - è da addebitare unicamente e solo a un popolo incapace di essere tale.

Ci si è scagliati contro i rappresentanti della prima e seconda Repubblica ma la situazione attuale in cui vince la mediocrità assoluta è in realtà proprio il frutto del declino sociale di una moltitudine di cittadini che non sanno più essere popolo e si dimostrano per questo incapaci di eleggere i propri rappresentanti istituzionali, perché, per comodità e paura, scelgono sempre il peggio, qualcuno che sia a un livello più basso del loro o dei loro pari grado.

Non ci sono cittadini in grado di discernere le menti migliori e le persone più qualificate, le più serie e coerenti, ma optano per il peggio fino a credere  ad affabulatori che raccontano storie facili da accogliere, come “la democrazia è ormai superata” e i rappresentanti istituzionali vanno scelti a caso, sorteggiandoli, perché tanto uno equivale a uno, il genio e l’imbecille si equivalgono; e così succede che qualche irresponsabile - nonostante occupi un ruolo delicato preposto all’ordine pubblico - inciti invece all’odio, tanto da essere creduto per davvero, dando luogo a situazioni imprevedibili in cui alcuni sparano a caso e senza alcun motivo al diverso, che sia migrante, rom o omosessuale poco importa, purché sia diverso, e poi accade anche che l’odio in genere alimenti altro odio e così esplodono le tensioni più incontrollabili e le rivolte, generando guerre intestine, interne alle famiglie e a ogni comunità e in seguito a conflitti tra tutti, indistintamente.

In questo inedito quadro che si è andato delineando, un “corso di recupero” sembrerebbe a prima vista una idea ridicola, perché impossibile da realizzare (e da parte di chi?) e perché in ogni caso lederebbe la dignità individuale, e invece è proprio ciò che i pedagogisti chiamano “educazione permanente”. Il cittadino italiano in tutti questi anni è stato abbandonato a se stesso e senza stimoli culturali adeguati ha perso il riferimento ai valori essenziali e ignorato la cultura del rispetto dell’altro e di se stesso, e così, come cittadino, ha espresso sempre il peggio di sé e non ha mai cercato figure di grande rilievo, dotate di buon senso e di grandi capacità intellettuali, in grado di amministrare la comunità (le comunità) e il Paese.

Io l’ho sempre sostenuto: le ragioni del declino attuale non sono da addebitare  alla cosiddetta “casta” ma al cittadino che non ha mai saputo, né tanto meno voluto, volere e pretendere il meglio di sé e per sé, il meglio degli altri e per gli altri e per il Paese tutto, ma ha scelto la via facile e più percorribile perché già solcata da tutti, che è poi la via della mediocrità, il profilo più basso possibile; così, anziché curarsi di quella che a scuola veniva chiamata “educazione civica” - e non so se esista ancora tale materia - il cittadino che si è ripiegato su se stesso si preoccupa unicamente del proprio sé, in maniera distorta ed egoistica, rinunciando a essere, prima ancora che popolo, comunità, persona tra persone diverse tra loro unite da un sentimento e da una visione comune.

Oggi abbiamo dato vita solo al peggio di ciascun cittadino e a vincere è unicamente la mediocrità, ma è necessario intraprendere al più presto una inversione a U, che sia il più rapida possibile se davvero abbiamo desiderio di rinascere come popolo italiano senza assistere impotenti al declino ormai iniziato da decenni. 

Luigi Caricato - 31-07-2018 - Tutti i diritti riservati

ULTIMI
DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Riviera Garda Classico Chiaretto

Riviera Garda Classico Chiaretto

Non solo per l’olio, il Garda è altrettanto apprezzato anche per i suoi vini, il chiaretto in particolare fa la sua bella figura. Come per esempio quello prodotto da Il Roccolo, profumi fruttati e floreali, gusto fresco, fine e sapido

RICETTE OLIOCENTRICHE
Felafel con hummus ai tre oli

Felafel con hummus ai tre oli

Un piatto tipico della cucina libanese, egiziana, greca, siriana, turca e israeliana, che unisce i popoli e le tradizioni alimentari del Mediterraneo e del Medio Oriente, riproposto per l’autunno che verrà da Oleificio Zucchi. Cosa ha di speciale questa ricetta oliocentrica? Una perfetta combinazione tra olio di semi di sesamo, olio di semi di arachide e, immancabile, l’olio extra vergine di oliva

EXTRA MOENIA
Esiste un turismo esperienziale. L’olivicoltura ligure ne è pienamente coinvolta

Esiste un turismo esperienziale. L’olivicoltura ligure ne è pienamente coinvolta

A Genova è stato presentato il nuovo libro di Umberto Curti, incentrato su una forma nuova e del tutto inedita di turismo, molto utile per chi intenda valorizzare al meglio il territorio. L stesso tema sarà affrontato sabato 2 febbraio a Milano, in occasione di Olio Officina Festival

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

Il racconto di Olio Officina Festival 2018

A Milano, dall'1 al 3 febbraio 2018, con tema portante "Io sono un albero". Le emozioni attraverso le immagini di una tre giorni interamente dedicata all'olio da olive e ai condimenti

BIBLIOTECA OLEARIA
L’olivo nell'area mediterranea

L’olivo nell'area mediterranea

Olive Tree in the Mediterranean Area. A Mirror of the Tradition and the Biotechnological Innovation. La tradizione, l'innovazione biotecnologica. È su questi piani che si delinea il volume di cui è autrice principale, e curatrice, Anarita Leva. È un libro che si prospetta davvero interessante per l'industria vivaistica, nonché per quella agrobiotecnologica e cosmetica, oltre che a tutti coloro che sono sempre più legati alla crescente domanda di prodotti naturali e al richiamo dei polifenoli intesi come antiossidanti e stabilizzanti naturali degli alimenti

VISIONI

Non rispondere è sempre una risposta

Cees Nooteboom