17 Dicembre 2017 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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Giustizia discordante

I Tar di Lecce e Bari si comportano diversamente sui ricorsi di chi non vuole abbattere piante di olivo infette da Xylella fastidiosa. Questa anomalia non agevola per nulla un quadro generale che sta assumendo dei contorni grotteschi

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Giustizia discordante

È l’Italia, cosa potete farci?
Un Paese alla deriva lo dimostra anche su come non funzioni la giustizia.
Che ci fossero grandi e gravi problemi era questione nota a tutti. L’amministrazione della giustizia in Italia è sempre un terno al lotto.
Così accade, su questioni delicatissime, che riguardano tutti e non i singoli cittadini, che non ci sia un fronte comune, davanti a emergenze serie. Così, mentre a Bari il giudizio sull’eradicamento degli olivi è stato rinviato di circa un mese, a Lecce è stato invece rigettato il ricorso.

Non sarebbe più coerente che dinanzi a questioni così problematiche ci fosse un coordinamento tra le tutte parti? Quel che si nota, è l’assenza di uno Stato, la latitanza delle Istituzioni, l’incapacità di fronteggiare le emergenze, l’affidamento alla pura casualità delle decisioni, il rifiuto di fronteggiare la realtà da soggetti adulti.

Perfino l’Unione europea si fa beffa dell’incapacità delle Istituzioni italiane, ritenendole non all’altezza, con rischio di una procedura di infrazione che equivale a una dichiarazione di incompetenza e inettitudine.

Entriamo nel dettaglio, giusto per rendersi conto delle anomalie di un Paese completamente allo sbando.
Trovate QUI I’ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, Sezione Terza di Lecce.
Trovate QUI, invece, l’ordinanza di Bari, delle Sezioni Unite del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia.

Di fronte a emergenze così gravi, non sarebbe il caso di avere un commissario straordinario dai superpoteri che non debba rendere conto a nessuno?

 

La foto di apertura è di Luigi Caricato

OO M - 29-07-2017 - Tutti i diritti riservati

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