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I conflitti sulla Xylella

Duro attacco dell’Associazione Libero Comitato Anti-Xylella dell’Alto Salento nei confronti della Regione Puglia: il batterio continua a farla da padrona grazie agli “equivoci “ del presidente Emiliano. I tecnici e i ricercatori della'associazione ci hanno fatto notare dimenticanze quale l’assenza di riferimento agli “innesti” quale unica pratica realizzabile per tentare di salvare la Piana degli olivi monumentali, e si è vaghi anche sulla ricostruzione del patrimonio olivicolo attraverso il reimpianto

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I conflitti sulla Xylella

Il Presidente Emiliano dice: “ ….la lotta alla xylella non è un’emergenza da combattere con la gestione commissariale, perché la protezione civile non interviene in queste materie, purtroppo è accaduto e non ha funzionato”.

Presidente come la dovremmo combattere la Xylella, con l’ultimo illeggibile decreto emanato dalla Regione? Per chi riesce a leggerlo, per tutte le Aziende Agricole ed Amministrazioni Locali che dovrebbero attuarlo si apre un mondo di dubbi ed il primo fra tutti è: ma la Regione è realmente interessata a combattere la Xylella o cerca solo di tentare di costruirsi degli alibi? In fondo qualcosa è stata scritta, il batterio è stato riconosciuto e la necessità di eradicare il batterio pure.

I tecnici ed i ricercatori della nostra associazione ci hanno fatto notare dimenticanze quale l’assenza di riferimento agli “innesti” quale unica pratica realizzabile per tentare di salvare la Piana degli Olivi Monumentali, e si è vaghi anche sulla ricostruzione del patrimonio olivicolo attraverso il reimpianto. Non sono chiari i requisiti del personale Arif coinvolto nella battaglia alla Xylella, né l’adeguatezza numerica dello stesso.

La fascia infetta viene abbandonata ed i trattamenti fitosanitari restano obbligatori in fascia di contenimento e cuscinetto con un grande problema ancora irrisolto: le aziende biologiche continuano ad non avere agrofarmaci autorizzati ed efficaci. Solo l’olivicoltura convenzionale dovrebbe con i suoi trattamenti combattere la Xylella? E l’olivicoltura biologica cosa dovrebbe fare: stare a guardare la sua distruzione e contribuire a quella dell’olivicoltura tutta? Possiamo dire che il decreto che vorrebbe combattere la Xylella, dopo gli “equivoci”, non è all’altezza del disastro paesaggistico ed economico e ambientale che dovrebbe affrontare.

L’Assessore all’Agricoltura Leonardo di Gioia chiede di stornare “un pezzo del Piano di Sviluppo Rurale per destinarlo alla ricostruzione del potenziale produttivo”. Ma come ci può confortare questa affermazione quando lo stesso Piano di Sviluppo Rurale ha dei ritardi mostruosi? Come possiamo fidarci di una Regione che non solo non ha ancora pagato quelle aziende agricole che hanno effettuato le potature “finalizzate alla prevenzione della diffusione del patogeno da quarantena Xylella Fastidiosa su olivo”, ma ritiene che solo gli olivi monumentali censiti dalla Regione possano contribuire a combattere la Xylella mentre gli altri no.

La Regione oltre a favorire uno scontro tra olivicoltura convenzionale ed olivicoltura biologica nel momento meno opportuno, crea ingiustizie tra chi ha olivi censiti e chi no. La Regione cosi “divide et impera”, continua a dividere gli olivicoltori e a comandare con i suoi “equivoci” decreti.

Carmela Riccardi

Presidente dell’Associazione Libero Comitato Anti-Xylella

 

La foto di apertura è di Olio Officina

OO M - 20-11-2018 - Tutti i diritti riservati

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