18 Agosto 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

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Il battesimo di Italia Olivicola

Una nuova identità scende in campo. Esordisce martedì 9 ottobre, dalla fusione tra Cno e Unasco, una nuova organizzazione che si propone di essere “la prima dell’olivicoltura italiana”. Nella giornata di mercoledi 10, ci sarà invece una chiamata alle armi per 1500 olivicoltori, pronti a intraprendere una nuova marcia su Roma con la esplicita richiesta di una benedizione religiosa rivolta da un lato alla Chiesa Cattolica, nonché di una benedizione laicista, richiesta al Movimento Cinque Stelle. A fare da corollario, per il rilancio dell’olio made in Italy, slogan dall’usato sicuro: xylella, invasione degli oli deodorati, attacchi al panel test, frodi e contraffazioni

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Il battesimo di Italia Olivicola

Con una nota stampa diffusa nella mattinata odierna, arriva l’ufficializzazione di qualcosa di cui tutti sapevano: la fusione tra Cno e Unasco. Si tratta di Italia olivicola e per coloro che ne fanno parte è la “svolta decisiva per l’olivicoltura, uno dei settori più importanti dell’agricoltura italiana e del Made in Italy. Dopo anni costellati da frammentazione e cori solitari che hanno indebolito il comparto – si legge nel comunicato diffuso dai due soggetti uniti -  nasce finalmente un nuovo soggetto unitario capace di mettere insieme la stragrande maggioranza dei produttori olivicoli italiani”.

Italia olivicola, la nuova organizzazione, “sarà un soggetto nuovo e forte che punta a rappresentare gli olivicoltori in uno dei momenti più difficili di sempre per il settore alle prese con gravi problemi quali la xylella, l’invasione di oli deodorati, gli attacchi al panel test e le continue frodi e contraffazioni che puntano ad indebolire il mercato dell’olio extravergine d’oliva 100% italiano”.

Come si può evincere dal virgolettato, Italia olivicola nasce sull’onda del grillismo più profondo, cavalcando problemi veri o presunti: le frodi come minaccia costante, spada di Damocle sulla quale far leva in tempi in cui chi urla di più guadagna consensi.

L’appuntamento è per martedì 9 ottobre, a Roma, a partire dalle 10.30, presso l’Auditorium Antonianum, dove il nuovo presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo, e il suo vice Luigi Canino, interverranno insieme con Alessandra Pesce, sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Gianpaolo Vallardi, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, e Filippo Gallinella, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera. Con la benedizione finale del vice presidente del Consiglio, nonché ministro per lo Sviluppo economico e del lavoro, Luigi Di Maio. 

Non finisce qui. Come accade nelle migliori famiglie, non può mancare la benedizione evangelica, mercoledì 10 ottobre, quando, 1500 olivicoltori di Italia olivicola – così per lo meno viene dichiarato, “parteciperanno all’Udienza Generale del Santo Padre Francesco in Piazza San Pietro. Gli olivicoltori italiani, alla vigilia di un’annata olearia molto difficile, doneranno al Papa una selezione dei migliori oli extra vergine di oliva regionali”. È quanto si legge nella nota diffusa nella giornata di oggi, lunedi 1 ottobre. 

Nulla invece è dichiarato su come si muoveranno i 1500 olivicoltori dalle varie regioni d’Italia, se ci saranno pulman o treni che li condurranno fino a Roma e come sul piano logistico si gestirà tale movimento di popolo, se saranno forniti loro viveri e vivande, bandierine, stendardi o foulard. Sarà nostra cura informare i lettori di ulteriori dettagli. Si tratta, in ogni caso, di un evento storico, epocale, perché non appartiene all'ordinario assistere alla presenza congiunta di ben 1500 persone - secondo quanto dichiarato - tutte riunite in piazza San Pietro, divise tra fede laicista (nello spirito del Movimento 5 Stelle) e fede religiosa (nello spirito dia una dichiarata adesione alla Chiesa Cattolica).

 

 

 

OO M - 01-10-2018 - Tutti i diritti riservati

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