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Il Coi ad Abdellatif Ghedira

E’ stata affidata alla Tunisia la guida del Consiglio oleicolo internazionale. Un ruolo così importante e centrale per il futuro del settore è stato assegnato a una persona competente, l’attuale direttore dell’ufficio nazionale dell’olio tunisino. Per la sua nomima si è attivato il primo ministro Habib Essid. Rimane aperta la partita dei due direttori aggiunti che dovranno essere nominati entro marzo

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Il Coi ad Abdellatif Ghedira

Quando già sapevamo della nomina in corso, del nuovo direttore esecutivo del Consiglio oleicolo internazionale, quando tutto era già designato, e tutti ormai d’accordo, abbiamo preferito non essere impulsivi nel dare notizia, preferendo non anticipare il nome di cui si era più che certi.

Si tratta di un ente così importante, il Coi, che il buon funzionamento dello stesso comporta un grande rispetto verso ciò che possiamo definire l’autorità massima in materia di oli da olive e olive da tavola.

Ciò che era nell’aria, dunque, si è verificato. La direzione del Coi passa ora di mano alla Tunisia, che, con Abdellatif Ghedira, l’attuale direttore dell’ufficio nazionale dell’olio tunisino, riceve ufficialmente il timone del Consiglio oleicolo internazionale.

Creato nel 1959, sotto il patrocinio delle Nazioni Unite, il Coi è l'unica organizzazione intergovernativa mondiale che opera nel settore degli oli da olive, oltre che nell’ambito delle olive da tavola.

Dopo la guida di Fausto Lucchetti, che ha diretto l’organizzazione per quindici anni, dal 1997 al 2002, l’organizzazione è andata incontro a un lento declino di immagine, tanto che, prima di negoziare presso l’UNCTAD l’ultimo accordo sull’olio di oliva e le olive da tavola, che il Coi dovrà amministrare fino al 2026, non erano pochi coloro i quali ne paventavano la messa in liquidazione, soprattutto nei corridoi di Bruxelles.

Alla fine ha prevalso un atteggiamento magnanimo, una sorta di ultima opportunità per dimostrare nei prossimi dieci anni la sua effettiva utilità al settore.

È così che Tunisia e Spagna, i paesi con maggiori ambizioni olivicole, che da anni non hanno lesinato investimenti nel settore, fino a farne una colonna portante della propria economia, hanno ingaggiato un duello a colpi di diplomazia che ha visto alla fine premiare l’impegno diretto e mai celato dell’attuale primo ministro tunisino Habib Essid, in carica dal 2015 e profondo conoscitore dei meccanismi Coi, avendone ricoperto la carica di direttore esecutivo del Consiglio dal 2004 al 2007.

Rimane aperta la partita dei due direttori aggiunti che dovranno essere nominati entro marzo.

 

La foto è tratta dal sito di informazione Leaders

OO M - 27-11-2015 - Tutti i diritti riservati

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