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Mangiate carne di cane, fa bene

L’invito di Kim Jong-Un al suo popolo non è passato inosservato, ma non c’è poi da stupirsi più di tanto, visto che il ruolo nutrizionale di questa carne nel Far East è ancestrale e ha origini preistoriche. Oltretutto, vendere carne di cane è legale in Canada, mentre in Svizzera ne è ammesso il consumo personale, ma non la vendita

Daniele Tirelli

Mangiate carne di cane, fa bene

Dangogi. Perché sì, perché no. Così, a proposito delle ricette di Kim Jong-Un,
 primo chef della 조선민주주의인민공화국 (Chosŏn Minjujuŭi Inmin), meglio nota come Repubblica Democratica di Korea, il quale suggerisce al suo popolo di mangiare carne di cane. 


Premetto, innanzitutto, che ho avuto anch’io dei cani (Bulldog e Peckinese) che hanno ricevuto cure amorevoli in ogni occasione. Tuttavia l’idea di Kim di incentivare il consumo di carne di cane (Dangogi) nel suo paese non è la più bizzarra come sembra apparire negli articoli di molti giornali nostrani, che hanno trattato l’argomento con l’abituale superficialità. Forse più discutibile è stata la decisione (notizia da verificare) di Kim di dare in pasto lo zio, accusato di trafficare ostriche con i cinesi, ai cani.


Il ruolo nutrizionale di questa carne nel Far East è ancestrale e ha origini preistoriche, ma qualcuno potrà essere sorpreso nell’apprendere che vendere carne di cane è legale in Canada, mentre in Svizzera ne è ammesso il consumo personale, ma non la vendita. In questa civilissima nazione e precisamente nei cantoni St. Gallen and Appenzell, si consuma una razza vicina al Rottweiler, in forma di prosciutto Hundeschinken o di snack, secondo un’altra ricetta chiamata gedörrtes Hundefleisch.

Anche gli Aztechi che avevano endemici problemi di sottonutrizione carnea amavano quella di Xoloitzcuintle (Mexican Hairless Dogs), l’orribile cane senza pelo, oggi da compagnia.

Anche nelle isole Hawaii se ne consumava, sino al punto da estinguere la razza locale. Ovviamente anche in diverse regioni della Cina ci si nutre tuttora (occasionalmente) di questa carne stufata. La foto (tratta da Internet) si riferisce, appunto, a un piatto servito a Guilin (città che ho visitato, ma in cui NON ho assaggiato detta specialità).


I giornali hanno poi omesso di dire che i popoli asiatici non mangiano tutti i cani che capitano. La varietà più ricercata è il Nureongi, un cane di media taglia dal pelo biondo e un’ottima muscolatura, allevato allo scopo. In mancanza di Nureongi, si consumano ovviamente altre razze di minor qualità, come avviene nel grande festival di Yulin, balzato agli onori della cronaca. 


 

Le foto sono tutte tratte da Internet

Daniele Tirelli - 22-08-2016 - Tutti i diritti riservati

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