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Saremo lasciati soli

Produce vino e olio in Toscana Charlotte Horton, sulle pendici del Monte Amiata. Ha l’ossessione per l’estetica delle cose, ma si imbatte con una classe di politici/consulenti/dirigenti parassitari che vivono sul lavoro e sugli investimenti degli altri. Il suo sogno? Immaginare un’apocalisse in cui tutti i politici, burocrati e tecnocrati si trasformino magicamente in bellissimi olivi, diventando foresta verde in tutto il mondo!

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Saremo lasciati soli

Charlotte Horton è nata a Chelsea, Londra, nel 1963. Dopo il dottorato in Letteratura, ha lavorato per Vogue, la casa editrice Secker & Warburg, e poi in qualità di giornalista e scrittrice free lance.

Tra i suoi impegni, quelli relativi al restauro e a iniziative di produzione e commercio di vino, e di altri prodotti, oltre all’organizzazione di eventi per Castello di Montepo’ & Castello di Potentino. 


Il Castello di Potentino, in particolare, è situato nell’area vinicola della Doc Montecucco, sulle pendici del Monte Amiata, nei pressi del comune di Seggiano, in provincia di Grosseto.

Le fondamenta originarie sono etrusche, ma la struttura principale risale al Rinascimento. Una totale ristrutturazione del castello è stata da poco portata a termine. La tenuta comprende quattro ettari di vigne e alcune centinaia di antiche piante di ulivo. Il suo vino è stato premiato questo anno con La Corona della Guida dei Vini Buoni D’Italia.


Quali sono i tratti migliori della sua personalità?
La creatività combinata con la perserveranza.

E le virtù che coltiva abitualmente?
Senso dell’umorismo.

Quali sono invece i suoi limiti, le pecche maggiori, gli impulsi più incontrollati del carattere?
La mia lingua.

I vizi invece ai quali non intende rinunciare per niente al mondo o, pur volendo, non riesce a rinunciare?
L’ossessione per l’estetica delle cose.

Un ricordo della sua infanzia che ancora le torna in mente?
Il profumo di foglie di pomodoro.

Ora si passa al lavoro. Da quanto, e perché, si occupa di olio?
Perché fa parte della vita di campagna, ed è una antica coltivazione della terra

Crede davvero nel suo lavoro? C’è ancora in lei un senso di sano senso di entusiasmo e passione a motivarla? O qualcosa la turba e la impensierisce?
Penso che le uniche motivazioni per lavorare siano la mia passione e l’entusiasmo, e questo fatto mi preoccupa perché non c’è nessun’altra ricompensa! Credo che le persone che lavorano in un modo tradizionale, rispettando l’ambiente, e animati da un sentimento di integrità, siano stati abbandonati e isolati dal sistema politico. È considerato meglio coltivare l'energia geotermica, costruire turbine eoliche o fare lo suburban sprawl con le solite colate di cemento!

Se il comparto olio di oliva non naviga in buon acque, come è ormai evidente (avendo perso valore l’olio extra vergine di oliva, e diventando di fatto, a parte le eccezioni, un prodotto commodity), lei cosa si sente di fare per reagire allo stato di immobilismo e incertezza attuali? Ha soluzioni per cambiare il corso degli eventi?
Cambiare la legislatura per consentire all’olio non provienente dall’Italia di non uscire sul mercato come olio extra vergine di Toscana, eccetera.

A proposito di olio extra vergine di oliva, cosa mette al primo posto: la qualità o l’origine?
L’origine.

L’olio da olive è un prodotto agricolo. Se tuttavia l’agricoltura è confinata in un ambito di marginalità, intravede una possibile occasione di riscatto per tale prodotto?
No – con l’amministrazione attuale – vogliono vendere e sfruttare il paese e non aiutare i cittadini a vendere il prodotto del paese, il frutto di anni di lavoro, di impegno e investimenti. Proprio come le ho detto nel 2008 in un'altra intervista – è stata la mia profezia!
Mi lasciano inoltre perplessa le manipolazioni dei regolamenti e delle leggi allo scopo di sfruttare o minacciare il cittadino, controllare il mercato e, soprattutto, con il proposito di creare una classe di raccomandati, di politici/consulenti/dirigenti parassitari che vivono sul lavoro e sugli investimenti degli altri. Temo che, alla fine, saremo lasciati da soli, a causa di questa classe di parassiti, senza quindi nessuna produzione, nessun prodotto e nessuna rendita economica!

Se ci crede nei sogni, qual è allora quello che non ha ancora realizzato e che con ostinazione e instancabile coraggio insiste nel coltivare?
Il mio sogno è di un'apocalisse in cui tutti politici, burocrati e tecnocrati siano magicamente trasformati in olivi bellissimi, in alberi di quercia o da frutta, diventando foreste verde in tutto il mondo!

In tutta confidenza: crede sia possibile realizzare il suo sogno, o è una pura utopia che va comunque coltivata pur di sopravvivere alle proprie aspirazioni?
Chi coltiva ora in Toscana vive in una fantasia che presto evaporerà in emissioni dell'impianti geotermali.

Ciascuno di noi ha uno o più miti ai quali si affida per un proprio personale punto di riferimento. Qual è o quali sono i suoi?
David Attenborough. Buddha.

I libri (o, nel caso, il libro) che ritiene siano stati fondamentali nella sua formazione?
Fernando Pessoa: Il libro dell'inquietudine. Blaise Pascal: Pensieri.

Ancora una domanda, e si chiude: si può salvare l’Italia? C’è ancora spazio per la speranza?
Soltanto se il popolo cambia il suo atteggiamento verso i politici che dovrebbero essere al loro servizio non viceversa.

OO M - 01-12-2014 - Tutti i diritti riservati

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