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Sì alla terra e agli ulivi

Perché pensare che il lavoro agricolo sia solo pura tecnica e fatica, senza alcuno spazio per i sentimenti e le emozioni? Teresa Marinucci Palermo, molisana di Rotello, a 38 anni produce olio insieme con la famiglia. Le colline sulle quali gli olivi campeggiano, sembrano contorni di corpi femminili dalle linee dolci e morbide. L’olio ricavato dalle olive è per lei elemento indispensabile come l'acqua

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Sì alla terra e agli ulivi

Si chiama Teresa Marinucci Palermo e vive in un paesino del Molise di nome Rotello. “E’ adagiato – dice – su una collina, a un’altitudine di 360 metri sul livello del mare. Infatti è dalle cime del colle che ammiro l'orizzonte di un mare non lontano: l'Adriatico”.

Teresa Marinucci Palermo crede che l'olio extra vergine di oliva – che produce da due anni insieme con la famiglia, dando vita a un frantoio innovativo, a ciclo continuo – sia “un elemento indispensabile come l'acqua”. Non è un caso che le attenzioni per l’agricoltura sono oggi più consapevoli e volontarie, forse. “Si sta ora sta rivalutando l'essenza della terra – ammette –, l'importanza dei suoi frutti, naturali e prelibati, anche perché – aggiunge – il cibo è passione e l'uomo ama mangiare bene e star bene. Perciò, anche se in Italia non piantumano più olivi, lei, Teresa, dice di “Sì”. Sì alla terra e sì agli alberi.
Non manca di avere uno sguardo sulla propria terra ammantato di poesia: “Le colline – precisa – sembrano contorni di corpi femminili, dalle linee dolci e morbide: deliziano i sensi e l'aria mite ne esalta i profumi”.

“Sono vestite di terra scura”, le sue colline in Molise; e sono anche “coronate da migliaia di uliveti, color argento, eleganti e preziosi come merletti, profumati di muschio selvatico”.

”L'olivo è difatti l'elemento più rappresentativo della mia regione. Ne vengono coltivati diversi ecotipi, ma le varietà tipiche sono la Rosciola e la Cellina di Rotello che producono un olio extra vergine (dicono) di notevole pregio. Quando prendo in mano quei frutti, mi sento ricca. E’ come essere proprietaria di una miniera, impreziosita di smeraldi e rubini. Ne vado davvero fiera e mi sento protetta”.

Il legame affonda nell’infanzia. “Da bambina – ci confida Teresa –con gli alberi ci parlavo pure. Erano per me mandrie di elefanti”,. Così li immaginava. “Mi arrampicavo su quei tronchi – aggiunge – edimmaginavo di viaggiare con loro osservando il mondo dall'alto”.

Non erano soltanto presenze in un mondo di sogni. “I miei nonni, i miei genitori, i miei fratelli - precisa – pettinavano felici quei rami, canticchiando sotto il timido sole autunnale. Man mano che crescevo, li svestivo di quegli ornamenti, contenta di adagiarli ammucchiati in sacchi di corda e juta”.

Il contatto pelle pelle con l’oliva. “Adoravo schiacciare quel frutto così corposo tra le mie dita, per sentirne il profumo del cielo, della terra, e della pioggia. Adoravo veder le macchie di olio sui miei panni, perché per me era il risultato di una giornata impegnativa e allo stesso tempo unica. Inginocchiati come ervamo sulla nuda terra, sembravamo tutti più felici”.

Ora Teresa Marinuccci Palermo, molisana di Rotello, ha 38 anni e ci ha scritto. Ci ha scritto per renderci noto che quei limitati appezzamenti di terreno di un tempo si sono poi estesi nel corso degli anni, e che ora, “per passione e, credo per il piacere dei palati di tanti che amorevolmente hanno apprezzato l' olio dei nostri frutti”, è proprio il caso di renderlo noto a tutti. L’agricoltura è anche questo, è fatta anche di emozioni. Tanta fatica, tanta attesa prima di ricavare i frutti del proprio lavoro, ma senza mai rinunciare ai sogni e alle emozioni.

 

OO M - 01-09-2015 - Tutti i diritti riservati

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