Le forme dell'aceto

Parpaccio

2020
Parpaccio

Si tratta di un aceto da grattugiare. Proprio così. Ideato e prodotto dall’acetificio Mengazzoli, si è imposto all’attenzione dei giurati del concorso Le Forme dell’Aceto vincendo su due fronti: sia conseguendo il primo premio per il packaging e il design, sia, nel medesimo tempo, guadagnando il Premio speciale Innovazione di prodotto

Come è nata questa innovazione? Lo abbiamo chiesto a Elda Mengazzoli, la quale ci ha detto: “L’esperienza dell’aceto solido, addirittura da grattugiare, è nata in azienda a partire da un errore effettuato nella realizzazione di una crema a base di aceto e alghe. È scaturita di conseguenza una evoluzione della crema originaria, proprio a partire da un errore di formulazione. Come spesso accade, si ottengono a volte risultati sorprendenti in maniera fortuita. Ma poi, va anche detto che si è studiato e approfondito tantissimo quel che è nato per caso. Si è ottenuto il miglior risultato possibile, quello che oggi è presente ed è apprezzato sul mercato”.

Cosa ha di particolare il Parpaccio di Acetificio Mengazzoli?

È l’espressione di una metamorfosi da alimento liquido, qual è appunto l’aceto, a una nuova forma, solida e morbida allo stesso tempo. Un prodotto nuovo, perché a sua volta oltre a poter essere grattugiato, può essere ritrattato e a sua volta acquisire ulteriori trasformazioni opportunità a chef e appassionati per nuove idee in cucina.

Si tratta dunque di un nuovo ingrediente, perché oltre a portare con sé i sentori dell’aceto, in ragione della sua composizione acetica, esercita anche una nuova percezione e consistenza, un modo nuovo di sentirlo in bocca, all’atto del consumo.

La progettazione della forma a triangolo, a “tocco di formaggio”, del Parpaccio è iconica di un gesto ormai consolidato del grattugiare.

La foto di apertura è di Gianfranco Maggio per Olio Officina ©

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