Corso Italia 7

Rivista internazionale di Letteratura – International Journal of Literature
Diretta da Daniela Marcheschi

Focus su Dino Formaggio, Guido Oldani e la rivista «Bertoldo»

È in stampa il sessantesimo numero (n. 59, giugno 2021) della rivista internazionale di Poesia e Filosofia «Kamen’», il numero del suo trentesimo anno, per i tipi della Libreria Ticinum Editore

Corso Italia 7

Focus su Dino Formaggio, Guido Oldani e la rivista «Bertoldo»

La rivista «Kamen’» come molti già sono a conoscenza, si compone di tre sezioni: Filosofia, Poesia ed Umorismo.

La sezione di Filosofia è dedicata a Dino Formaggio

Si pubblicano di Formaggio fra i più eminenti studiosi di Estetica europei del Novecento – maestro ed amico -, i saggi: Fondamenti e valori dell’Arte in Lucian Blaga e Mikel vivant.

Dino Formaggio (Milano 1914 – Illasi 2008) si è formato alla scuola di Antonio Banfi. Fra i maggiori studiosi europei novecenteschi di Estetica, è stato anche critico d’arte e sperimentatore in proprio di numerose tecniche artistiche, favorite dalla assidua frequentazione di molti amici artisti cui ha dedicato numerose monografie, e dal fascino del sensibile e delle materie. A dodici anni iniziò a lavorare in fabbrica: prima alla Brown Boveri di Milano, poi alle Orologerie Binda, ma la passione per lo studio lo portò a frequentare i corsi serali fino ad ottenere il Diploma Magistrale nel 1933. Come maestro elementare ricoprì la cattedra che era stata di Ada Negri a Motta Visconti. Intraprese gli studi universitari e, dopo la laurea nel 1938 con Antonio Banfi, co-relatore Adelchi Baratono, fu prima docente al Liceo Manzoni, sempre a Milano, quindi, percorrendo tutti i gradi della carriera universitaria, insegnò nelle Università di Pavia, Padova tra il 1963 e il 1978 (dove fu Preside della Facoltà di Magistero e pro-rettore negli anni difficili della contestazione giovanile) e, dal 1979 al 1984, come titolare della cattedra di Estetica all’Università Statale di Milano, della quale fu poi professore emerito. Sensibilissimo ai temi sociali, partecipò attivamente alla lotta partigiana e alla Resistenza.

Numerosi i suoi volumi di Filosofia dell’Arte e le monografie su movimenti ed artisti, tradotti in molte lingue, tra cui ricordiamo: Goya (Milano, Mondadori, 1951 e 1978); Tintoretto (Milano, Mondadori, 1951); Van Gogh(Milano, Mondadori, 1952); Fenomenologia della tecnica artistica (Milano, Nuvoletti, 1953; Parma-Lucca, Pratiche Editrice, 1978); Michelangelo (Novara, De Agostini, 1955), Piero della Francesca (Milano, Mondadori,1957); Il Barocco in Italia (Milano, Mondadori,1960); Botticelli (Novara, De Agostini, 1960), L’idea di artisticità (Milano, Ceschina,1962); Studi di Estetica (Milano, Renon, 1962); Arte (Milano, ISEDI, 1973, e, dopo molte ristampe, ora Milano, Morcelliana, 2018); Trattato di Estetica, con Mikel Dufrenne (Milano. Mondadori, 1981); La «morte dell’arte» e l’Estetica (Bologna, il Mulino, 1983); Van Gogh in cammino (Milano, Edizioni Unicopli, 1986); Problemi di Estetica (Palermo, Aesthetica, 1991); I giorni dell’arte (Milano, Franco Angeli, 1991); Separatezza e dominio (Milano, Edizioni Dell’Arco, 1994); Filosofia dell’arte del Novecento (Milano, Guerini e Associati, 1996); Variazioni su L’idea di artisticità (Segrate, Nike, 2000); Riflessioni strada facendo (Milano, Mimesis, 2003). Presso Alba Pratalia, a Verona (2011 e 2016), sono usciti i suoi carteggi con Antonia Pozzi. Segnaliamo inoltre L’Arte. Il senso di una vita, disegni, acquerelli, oli, sculture di Dino Formaggio artista (Crocetta di Montella, Antiga Edizioni, 2014).

Nel 1996 gli è stato conferito nell’arena romana di Nîmes il “Lions d’Or International”, alto riconoscimento alla sua vita di lavoro, di impegno civile e di pubblicazioni largamente discusse nella cultura europea.

A Teolo gli è stato dedicato il Museo di arte contemporanea Dino Formaggio, la cui nascita nel 1993 è stata resa possibile da alcune donazioni all’ente effettuate grazie al suo interessamento, e la cui collezione comprende opere di autori dei secoli XIX e XX .

La sezione di Poesia è dedicata a Guido Oldani

Il poeta Oldani è presente nel n. 0 del 1991 della rivista come pure in altri numeri. Oltre alla silloge di poesie approntata appositamente per la rivista Uomo in scatola, sono presenti i saggi di Amedeo Anelli, Guido Oldani e l’uomo in scatola e di Roberto Vignolo, Agganciando il cielo. A proposito dell’ultima raccolta di poesie di Guido Oldani.

Guido Oldani nasce a Melegnano (Milano), il 2 maggio 1947. Consegue la maturità tecnica contemperandola con una istruzione umanistica grazie ai maestri della sua adolescenza: il critico letterario, di formazione laica Giovanni Cesari, studioso di Alessandro Manzoni, e il violoncellista-pittore Gianni Zuccaro, autore di diverse vetrate della cattedrale di San Paolo del Brasile e altre opere in America Latina. Oldani si iscrive quindi alla Facoltà di Medicina, nel 1966, concentrandosi nello studio dell’anatomia umana normale microscopica, con pubblicazioni in «Acta Anatomica» fino al 1984. Si occupa anche di psicodiagnostica, impadronendosi della metodica di Rorschach. Intanto, frequenta i poeti Luciano Erba, Antonio Porta, Alda Merini e Giovanni Raboni, il quale scriverà la prefazione alla sua prima opera poetica, Stilnostro (Liscate, CENS, 1985); e stringe amicizia con gli scultori svedesi Gert Marcus e Françoise Ribeyrolles.

Nel 1987, è invitato al Festival internazionale MilanoPoesia, e, nel 1997, al Seminario Internazionale degli Artisti, presso la Fondazione Vardo, in Stoccolma.

Nel 1999 è invitato come membro della delegazine dei poeti italiani alla Columbia University di New York, dove stringerà amicizia con il poeta americano Allen Mandelbaum, italianista traduttore della Divina Commediain lingua inglese.

Nel 2001 esce la sua seconda raccolta, Sapone, sotto l’egida della rivista internazionale «Kamen’». Ha lavorato intanto con alterni impegni nella scuola, collaborando a case editrici, a vari quotidiani, come «Il Sole 24 Ore», «Avvenire», «Affaritaliani» on line, «Il Cittadino», al periodico «Luoghi dell’Infinito» e a diversi network televisivi, come Rai 2, Telenova, Rete 55 ecc.

Dal 2001 al 2006, collabora, presso il Politecnico di Milano, con la cattedra di Tecnica della Comunicazione, nella Facoltà di Ingegneria, avendo l’opportunità di applicare il suo tipo di linguaggio ai saperi delle tecnoscienze.

Nel 2005, pubblica una plaquette, La betoniera (Falloppio, LietoColle) tradotta in diverse lingue. Intanto l’editore Mursia gli ha affidato la direzione di una nuova collana di poesia, intitolata “Argani”, dove nel 2008 esce la nuova raccolta, Il cielo di lardo.

Nel 2009 partecipa al Festival Mondiale della Poesia di Medellin (Colombia) e nello 2010 a quello di Granada (Nicaragua).

Nello stesso 2010 viene alla luce, ancora per Mursia, il libro-manifesto Il Realismo Terminale – il cui primo germe era scaturito al Convegno di Losanna Varcar Frontiere nel 2000 – dove Oldani fissa in maniera compiuta i cardini e il canone della sua poetica. Si apre così, per Oldani, un decennio di divulgazione: i princìpi del Realismo Terminale entrano nelle scuole e nelle università.

È invitato a molti eventi e manifestazioni fra cui basta citare la rassegna Bookcity Milano, che lo vede partecipare senza interruzioni dal 2012 al 2021. Intorno a Oldani si riunisce un gruppo di persone, poeti e artisti di varia formazione, che nel 2014, col lancio, al Salone del Libro di Torino, del “manifesto breve” A testa in giù, firmato con Giuseppe Langella ed Elena Salibra, si costituirà ufficialmente in movimento del Realismo Terminale: Cfr. a cura dello stesso Langella Luci di posizione” (Milano, Mursia, 2017), e Daniele Maria Pegorari L’occhio di vetro (Milano, Mursia, 2020), per la narrativa.

Tra le iniziative di cui Oldani è stato promotore, si ricordi almeno, dal 2016 al 2018, presso il Teatro della Memoria di Milano, il festival del dialetto Lingua di calcestruzzo.

Nel 2018 Oldani dà alle stampe, negli “Argani”, una nuova raccolta di versi, La guancia sull’asfalto (Milano, Mursia).

Nel 2019, in Cina a Luzhou riceve, come primo poeta italiano, l’International Poetry Award 1573 e partecipa alla rassegna internazionale di poesia .

Nello stesso 2019, pubblica il testo E hanno visto il sesso di Dio (Sesto S. Giovanni, Mimesis), libro di poesia della religiosità, che Oldani denomina «poesia civile del sacro».

A dieci anni dalla pubblicazione del Realismo Terminale, Oldani pubblica una “lettera aperta” a quanti si sono variamente accostati al suo movimento, Dopo l’Occidente (Milano, Mursia, 2020).

La sezione di Umorismo alla rivista «Bertoldo»

La sezione, a cura di Guido Conti, è dedicata alla rivista «Bertoldo», con un dettagliato saggio del curatore con inserti umoristici L’umorismo surreale del «Bertoldo» 1936 – 1943, fra tradizione e avanguardia europea.

«Bertoldo», diretto da Giovanni Mosca e Vittorio Metz ed edito da Rizzoli, a Milano, esce dal 14 luglio 1936 al 10 settembre 1943, due giorni dopo la firma dell’Armistizio. La rivista resterà bisettimanale fino al numero 9 del 1939; poi sarà settimanale a colori, ne comparirà una «edizione letteraria», infine ritornerà bisettimanale. Escono inoltre sette almanacchi a tema: Gli uomini illustri, 1936; L’Arcibertoldo-Guida umoristica d’Italia, 1937; Almanacco delle nuove Muse, 1938; Il Gastone, dedicato a moda, usi e costumi, gennaio 1939; Il postiglione, dedicato ai mezzi di trasporto, marzo 1939; Il cannone, dedicato a guerre, armi e munizioni, dicembre 1939; L’Albione, 1941 .

Collaborarono al «Bertoldo» i migliori scrittori e disegnatori del periodo, come Walter Molino, Saul Steinberg, Giaci Mondaini, Giovanni Mosca, Giovannino Guareschi, Carlo Dalla Zorza, Carlo Manzoni, Mario Bazz, Marcello Marchesi.

«Bertoldo» avrà un settimanale “nipote”: «Settebello» edito da Rizzoli, e diretto da Giovanni Mosca; e dal 1938 anche il settimanale “cugino” «Tutto», ancora diretto da Mosca insieme con Vitorio Metz e con gli stessi collaboratori del «Bertoldo».

Kamen’ n. 59 – Giugno 2021

Pagine 120 – € 10,00

Libreria Ticinum Editore

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