Corso Italia 7

Rivista internazionale di Letteratura – International Journal of Literature
Diretta da Daniela Marcheschi

Malacca

Termina questa settimana la pubblicazione dei cinque stralci tratti dalla nuova raccolta di racconti, Il maiale e lo sciamano, edita da La nave di Teseo e dal 3 dicembre in libreria

Roberto Barbolini

Malacca

Per gentile concessione dell'Autore, riportiamo un brano ricavato dalla raccolta di racconti Il maiale e lo sciamano. Buona lettura.

MALACCA

“Eugenio Blafardi è quello che fa per voi: un tipo perbene, forse solo leggermente polveroso, capisci? Un vecchio acaro che vive in mezzo a pile di scartafacci ingialliti. Somiglia a quei professori di liceo che ci riempivano la testa con la religione delle lettere, cose così, che adesso non le capisce più nessuno (…) Insomma: è l’alibi perfetto per qualsiasi giuria, la copertura ideale. Troppo ingenuo per accorgersi delle vostre porcherie.”

Evidentemente le dava per scontate.

Ha aggiunto anche che Blafardi, venti o trent’anni fa, era uno scrittore abbastanza famoso (…)   Ne parlava come se fosse una salma. Perfetto: cooptare un cadavere, si sa, è il sogno segreto di ogni giuria che si rispetti. E la nostra si rispetta moltissimo.

Quando ho buttato lì l’idea, gli altri non mi hanno neppure lasciato finire: “Sì, sì, ripeschiamolo.”       

Pinchiorri sorrideva raggiante scoprendo le gengive verdastre. Salmastri annuiva di gusto, togliendosi distrattamente una pallina di cerume dall’orecchio sinistro. Gli capita spesso, è una specie di tic. Fa un po’ schifo, ma lui dice che è per via della labirintite.

La più contenta di tutti, però, era la direttrice Pignagnoli (…) Era l’unica che ricordava di aver letto, fresco di stampa, il primo libro di Blafardi: “Una raccolta di racconti, mi pare, che fece anche un certo scalpore. Un esordio promettente, dicevano i critici. Ce ne dovrebbe essere una copia qui nella biblioteca della Fondazione.” (…)

“Questo Blafardi... ” ha scosso la testa Filoni, con la sua solita spocchia accademica. “Non ricordate che cosa diceva Arbasino, quando era ancora spiritoso, sulle tre fasi nella carriera d’uno scrittore? Ecco, Blafardi è passato inesorabilmente da ‘giovane promessa’ a ‘solito str…’, senza arrivare mai a diventare ‘venerato maestro’.”

Quella di Filoni fu l’unica nota stonata nel coro. A sua insaputa, il nuovo giurato venne accolto per acclamazione. Diedi al mio amico editor l’incarico di contattarlo.                                                                                               

“Ho dovuto faticare un bel po’,” mi telefonò una settimana dopo. “Ma alla fine ho vinto i suoi falsi pudori. Ha accettato. Anzi, se vuoi il mio parere direi che ci tiene moltissimo.”                                             

Vivendo nell’acquario dei piranha, nella palude degli alligatori, néio né lui avremmo mai potuto immaginarci il contrario.                                                         “E poi non dire che non ti sono amico...”                                                  

Aveva il tono fintamente leggero di chi sta per dire una cosa seria.                 “A proposito, voti per noi allo Strega, vero? Mi raccomando, stavolta è proprio una faccenda di vita o di morte: se non entriamo almeno in cinquina ci rimetto il posto...”                                                                           

Non fanno mai niente per niente, i tipi come noi (…) Penso al mio romanzo ancora inedito e gli assicuro che potrà contare su di me.

In apertura, foto di Riccardo Santi

Roberto Barbolini

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