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Giuseppe Stagnitto

Giuseppe Stagnitto

Ingegnere civile, docente presso l'Università di Pavia di “Sviluppo storico della Scienza e della Tecnica delle Costruzioni”, è co-fondatore con Flavio Lenardon del movimento culturale Treedream, creato per salvaguardare l’olivicoltura italiana d’alta quota

Olio Officina

Giuseppe Stagnitto [Genova, 20 luglio del 1959], è docente universitario e ingegnere strutturista.

È sposato con Maria e ha due figli: Giovanni nato nel 1993, ora dottorando di ricerca in Fisica Teorica e Serena Maria nata nel 1997, studentessa universitaria di Psicologia e Neuroscienze.

Professionalmente si dedica alla consulenza strutturale per ponti ferroviari, ma si occupa da tempo anche di olivicoltura, impegnandosi in interventi per la sensibilizzazione al tema del dissesto idrogeologico causato dell’abbandono degli oliveti d’alta quota di più difficile coltivazione.

Biografia

Dalla Liguria, alla morte del padre a soli 39 anni, la madre è ritornata nel territorio d’origine, l’Oltrepo pavese, dove Giuseppe è cresciuto in ambiente contadino di viticoltori. Ora abita con la famiglia a Zerbo (Pavia), un piccolo comune della Pianura Padana.

E’ stato allievo del Collegio Universitario Ghislieri di Pavia; si è laureato in Ingegneria Civile nel 1986 e, nel 2002, anche in Ingegneria Edile/Architettura.

Dopo la prima laurea, ha avuto la fortuna di diventare collaboratore e poi intimo amico del suo maestro, l’ing. Aldo Cauvin, Professore Ordinario di tecnica delle Costruzioni (1939-2007).

Il prof. Aldo Cauvin era un uomo dalla cultura abissale. Aveva la conoscenza approfondita dei più importanti testi della cultura occidentale che leggeva nelle lingue originali, antiche e moderne. Per Giuseppe è stato come un vero padre.

In collaborazione con il Prof. ing. Aldo Cauvin, Giuseppe Stagnitto curato la realizzazione di complesse opere edili e civili. Ora svolge soprattutto attività di consulente per la sistemazione ed il rinforzo dei ponti ferroviari in muratura.

Da molti anni, insieme con Flavio Lenardon, si impegna in un progetto di rinascita dell’olivicoltura d’alta quota.

Allo scopo hanno fondato il movimento culturale TreeDream, ospitato da Luigi Caricato, fin dalla prima edizione di OlioOfficinaFestival.

Quella di Treedram è stata definita da Alfonso Pascale un’esperienza di “agricoltura sociale”: QUI 

Il progetto di rinascita dell’olivicoltura d’alta quota riunisce olivicoltori e piccoli frantoiani.

In seno al movimento, Giuseppe Stagnitto si è dedicato con impegno a quella che definisce “la nuova comunicazione dell’olio”, sulla linea tracciata da Luigi Caricato.

Nella nuova comunicazione la pianta d'ulivo ritorna la protagonista del messaggio: olive ottenute da piante in condizioni "estreme" di stress (in alcuni casi, al limite stesso della fruttificazione) danno oli con caratteristiche uniche, differenti dall'olio che si ottiene da piante della stessa cultivar cresciute a quota inferiore.

Il cittadino che compera una bottiglia d’olio deve quindi essere lealmente informato della conseguenza della sua scelta, in quanto questa scelta può esprimere interesse e sostegno contro l'irrazionale omogeneizzazione territoriale che ha portato alla distruzione quasi completa del sistema dei terrazzamenti d'alta quota e ha così compromesso la salute idrogeologica di intere regioni.

Per Giuseppe Stagnitto la rinascita dell'olivicoltura d'alta quota ha valore morale e civile: valorizzando la specificità dell’olio prodotto in alta quota, saremmo ancora in tempo per salvare meravigliosi territori, evitare disastri ecologici (è il sistema dei terrazzamenti montani che protegge dalle frane) e probabilmente salvare anche vite umane.

Il suo slogan preferito è “se davvero ci capissero, politici e amministratori dovrebbero abbracciarci”.

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