Codice Oleario pagina 9 di 17

La verità sul test del DNA dell'olio

Le analisi attuali permettono di risalire all’origine geografica o alla sola origine varietale? Esiste una banca dati che raggruppa i profili molecolari dell’intero germoplasma olivicolo mondiale? E’ sconcertante la grande superficialità nel trattare un tema così delicato. Una idea distorta di tale test porta a errate conclusioni da parte di chi lo applica, offrendo il fianco a prese di posizione altrettanto errate. L’applicazione di tale strumento deve avvenire mediante l’uso di prove oggettive, affidabili, ma soprattutto verificabili e condivisibili

Innocenzo Muzzalupo


Vietato dire Xylella

Cosa è cambiato così velocemente dal settembre 2013 a oggi? In questo Paese non sta bene dire la verità. Più di qualcuno fa finta di nulla. Alcuni continuano a negare l’evidenza di una epidemia in atto. Eppure, il “fenomeno”, si muove! Il disseccamento rapido dell’olivo avanza. La morte degli alberi procede inesorabile, alla velocità di circa 40 km l’anno

Olio Officina


Le scuole di ricerca sull’olio

Quella italiana nel settore degli oli dalle olive era più avanti nella ricerca analitica sulle sostanze grasse di tutte le altre a livello mondiale, comprese quelle, molto attive, di area anglosassone. Oggi la situazione è molto più livellata a livello internazionale. La crisi economica e le scelte sbagliate dei recenti governi hanno reso più difficile, o rallentato molto, lo sviluppo di una scuola. Molti si trovano costretti loro malgrado a “emigrare” nell’industria o nei laboratori pubblici, in Italia e all’estero

Giovanni Lercker


Nuovi stimoli per l’olio

Individuare nuovi percorsi di ricerca per rafforzare metodi e parametri dell’analisi sensoriale, fornendo di conseguenza maggiori garanzie agli operatori ma, soprattutto, al consumatore. A Roma un confronto tra docenti universitari, addetti ai lavori e rappresentanti della filiera promosso da Assitol e Coi, porta l’attenzione sui grandi temi del comparto oleario

Olio Officina

La sfilata delle olive

Una mostra dedicata alle "gentili mamme dell'olio", felice definizione che la poetessa Vivian Lamarque ha assegnato alle olive in un suo celebre acrostico pubblicato su "L'Aria dei Messapi". Una galleria fotografica di Fabio Lazzari ne mette in scena alcune, quattordici, tra quelle coltivate in Puglia

Olio Officina


La cultura alta dell’olio

C’è una pubblicazione, difficile e rara da trovare, ma che si può comunque individuare nelle più importanti biblioteche. Si intitola La Riviera Ligure. Momenti di una rivista ed era stata editata da Sagep, frutto di una mostra che si svolse a Milano dal 6 al 30 giugno 1986, a cura di Pino Boero e Maria Novaro

Carlotta Baltini Roversi


Come una volta mai

Il sistema di coltivazione super intensivo non è nemico della natura, basta semplicemente usarlo con i giusti criteri. Non possiamo permetterci di essere l’unica grande nazione produttrice di olio a vedere la propria produzione in continuo calo. E non vale appellarsi a esperienze del passato, quando le acque di vegetazione erano scaricate nei fiumi che ribollivano di trote. Dobbiamo accettare il fatto che si stia lavorando in un’industria alimentare che produce la più alta quantità di sottoprodotti/scarti/rifiuti

Domenico Fazio


La scelta dei contenitori

Quali sono quelli che conservano meglio un olio extra vergine di oliva e quale quelli da destinare in particolare alla vendita del prodotto confezionato? Di quali materiali devono essere fatti? A cosa dobbiamo puntare? Come orientarci? Come si puliscono i contenitori? Il confezionamento è una via obbligata, anche perché non si può vendere olio sfuso al dettaglio

Olio Officina

Gli oli visti dall’Insor

Prosegue la serie degli atlanti dei prodotti tipici a cura dell’Istituto nazionale di sociologia rurale. Questa volta l’attenzione si pone sul succo di olive. Si passano così in rassegna gli extra vergini a marchio Dop e Igp, quelli espressione delle avrietà autoctone d’Italia e, infine, anche gli altri oli non di olivo

Olio Officina


L’impronta molecolare dell’olio

Nostra intervista a Innocenzo Muzzalupo. Il DNA presente nell’olio può essere utilizzato non solo per scopi di controllo, ma anche per la tutela e la valorizzazione. L’impronta molecolare, assieme a tutte le altre informazioni sull’olio analizzato, si potrà inserire in una carta d’identità e magari tutte le informazioni potrebbero essere inserite in un codice QR direttamente sull’etichetta. Qualsiasi ente di controllo potrà per prima cosa acquisire le informazioni dal codice QR e successivamente verificare se tale impronta corrisponde o meno a quella dichiarata dal produttore

Olio Officina


La Xylella avanza

Un panorama da apocalisse. In un documento fotografico, il vero quadro della realtà, frutto in un sopralluogo effettuato il 3 febbraio nelle campagne di Surbo, in provincia di Lecce. Alla solita domanda “Dotto’, novità?”, la solita risposta “Speriamo presto”. Nonostante insulti, minacce, violenti attacchi e autorevoli intimidazioni, si continua a studiare il fenomeno

Pierfederico La Notte


Olivicoltura e arte olearia a Malta

L’intervento del Ministro dell’agricoltura della Repubblica di Malta alla quinta edizione di Olio Officina Festival. Uno sguardo lucido su un Paese noto soprattutto per il turismo, molto meno invece per la sua olivicoltura. Qual è lo stato dell’arte, per ciò che concerne la coltivazione degli olivi e la produzione dell’olio? Quali sono le tendenze di consumo e com’è percepito l’olio da olive?

Roderick Galdes

Xylella è natura, l'ulivo è cultura

Che piaccia o meno la realtà è nel titolo di questo nuovo video el progetto Coltura & Cultura presentatao in anteprima a Olio Officina Festival 2016. Cosa c’è da sapere in merito a un serio problema che sta mettendo in ginocchio l’olivicoltura salentina? Quali risposte sono possibili di fronte a emergenze che sembrano non avere soluzioni nell’immediato?

Olio Officina


Il DNA dell’olio. Cose da sapere

Nostra intervista ad Antonella Pasqualone. L’esame del DNA – spiega – è un insieme dinamico di tecniche diverse che, pur essendo già efficaci, sono comunque soggette ad approfondimenti e aggiornamenti che riflettono i progressi delle discipline. Più che di “certezze”, è sempre più opportuno parlare di elevati livelli di probabilità. Le procedure con cui sono stati ricavati i marcatori di riferimento, sono frutto del lavoro di numerosi laboratori e gruppi di ricerca, il che le rende ben collaudate e attendibili

Olio Officina


Tutto sul DNA dell’olio

Nostra intervista a Matteo Busconi. La quantità recuperabile, anche se bassa, è sufficiente per gli oli monovarietali. Più complesso il discorso relativo alla possibilità di riconoscere varie cultivar presenti in miscele. La quantità recuperabile da un olio non filtrato è superiore, sia in termini qualitativi che quantitativi, rispetto a un olio filtrato. Meno DNA è presente nella matrice lipidica e più complessa è la possibilità di recuperare una sufficiente quantità per le analisi di tracciabilità

Olio Officina


C’è business per i frantoi

Nella percezione dei consumatori, i frantoi godono di un beneficio di immagine. Può bastare? Forse è opportuno porsi delle domande, se si è capaci di essere competitivi, per esempio. E’ da tener presente che il frantoio è un'azienda industriale di trasformazione, come pure, allo stesso tempo, un'azienda commerciale di vendita dell'olio

Claudio Peri

L’acqua negli extra vergini

Questo elemento rende possibile la separazione meccanica dell'olio, che avviene per espulsione idrofobica dalla matrice idrofilica della pasta di olive. E’ un altro fattore critico della prestazione di un frantoio. Non lo si può sottovalutare. L'acqua è oltretutto necessaria alla formazione, sempre per via enzimatica, di derivati moderatamente polari delle sostanze fenoliche, che finiscono per passare così nell'olio e svolgere preziose funzioni sensoriali e salutistiche. Cosa ne sappiamo? Abbiamo le giuste informazioni?

Claudio Peri


La disparità di resa dei frantoi

La resa di estrazione? Insieme alla qualità è ovviamente l'obiettivo principale di un frantoiano. La più seria letteratura tecnica dice che una buona resa non dovrebbe essere inferiore all'85%. Lo sapete? Più di qualcuno intanto ritiene che il dato del contenuto in olio delle olive sia difficile da determinare, e anche poco riproducibile. E’ davvero così? Ciò che è certo, sono i macroscopici errori di sottovalutazione dei fattori critici per la resa

Claudio Peri


Il vero e il falso sull'olio

L’olio extra vergine di oliva è più grasso dell’olio di semi. Oppure: è più pesante e quindi meno digeribile. O ancora: che l’olio d’oliva scaduto è dannoso per la salute. Ci sono troppi luoghi comuni e pregiudizi quando si argomenta intorno al prezioso succo di olive. Per superarli, ecco alcuni utili consigli di Stefano Cerni e Giovanni Lercker

Olio Officina


Le olive in commercio

Sono tante le preparazioni commerciali che si possono trovare sugli scaffali dei punti vendita e nei mercatini. Se ne trovano di tutti i tipi: conciate, al naturale, disidratate, raggrinzite, annerite per ossidazione e olive speciali

Maria Carla Squeo

Iscriviti alle
newsletter

Grande caos intorno all’olio

Come giudicare l’operato del Corpo forestale dello stato? Che effetto fanno le notizie sui continui scandali che coinvolgono alcune aziende del comparto? L’immagine che emerge oggi dell’Italia non è tra le più edificanti. Le stesse istituzioni non appaiono più in grado di gestire la realtà come dovrebbero, forse perché troppo esposte a pressioni politiche e a visioni segnatamente ideologiche

Luigi Caricato


L’ennesimo scandalo sull’olio

Ormai non manca giorno senza accumulare notizie allarmanti. Il clamore mediatico utilizzato come arma impropria è l’ultima trovata per sputtanare il buon nome dell’Italia olearia. Il tutto avviene con la complicità delle istituzioni, in balìa ormai della potente lobby di Coldiretti. Cosa dire? C’è una Italia che ama farsi del male da sola, offrendo una grossa opportunità ad altri paesi concorrenti. Di questo passo crollerà il mito dell’olio italiano e saremo destinati a essere pura appendice

Luigi Caricato


L’assaggio, storia di un metodo

Tutto quanto serve sapere intorno al percorso che ci ha portato alla valutazione sensoriale degli oli vergini di oliva così come si è giunti oggi. Una visione prospettica dall’alba dei tempi alla contemporaneità

Andrea Giomo


Il grande scandalo dell’olio

Cosa è accaduto all’indomani delle polemiche scatenate dalle eclatanti bocciature di alcuni extra vergini a seguito di una valutazione sensoriale fatta effettuare dal giornale “Test”, con notizia poi rilanciata con grande evidenza dal quotidiano “la Repubblica”? Il presidente di Federolio Giuseppe Masturzo aveva a suo tempo scritto una lettera, che riportiamo integralmente, e che era stata censurata

Olio Officina

Gli errori del panel

Gli assaggiatori non sono macchine e possono anche sbagliare, ma il metodo della valutazione sensoriale rappresenta un capisaldo molto importante. Giuseppe Di Lecce, un analista sensoriale tra i più apprezzati, ci elenca i più frequenti errori di ordine psicologico e fisiologico

Olio Officina


Cosa succede friggendo

Sappiamo tutti cosa accade al liquido di frittura. La scelta dell’olio di conseguenza deve essere fatta con grande saggezza. Sappiamo bene anche quanto sia fondamentale scegliere quello giusto. Anche perché ne va di mezzo la nostra salute. Chi rifiuta di utilizzare gli extra vergini sostiene che coprano il gusto degli altri cibi. La domanda che tutti si fanno è se i componenti volatili responsabili della carica aromatica si riducano o meno sotto gli effetti delle alte temperature

Olio Officina


Difendiamo il panel test

Il grande caos determinato a seguito dell’inchiesta di Guariniello pone un serio problema. Non possiamo permetterci di lasciare nelle mani dei burocrati dell’assaggio uno strumento così prezioso e decisivo. Il grande salto di qualità che si è registrato nel corso degli ultimi vent’anni in tutto il settore lo si deve proprio all’introduzione dell’analisi sensoriale. Non possiamo accettare che una simile opportunità venga svilita, facendola diventare, consapevolmente o meno, un’arma contundente per screditare il comparto oleario. I rischi di cadere in usi strumentali e ideologici sta diventando sempre più concreto

Luigi Caricato


Puro succo di olive umbro

L’olio a marchio Dop Umbria è una certezza. La certificazione consente di risalire con esattezza all’origine, garantendo anche la qualità secondo un disciplinare di produzione ben definito. C’è una intera regione, con i suoi olivi e frantoi, unita nel nome della Dop. E’ una identità che si apre a cinque distinti areali, manifestandosi in tutte le sue peculiarità distintive. L’olio Dop Umbria è anche una comunità d’anime che cerca di ricavare il meglio da un frutto che è materia prima preziosa e salubre

Olio Officina