Codice Oleario

Bassa acidità, c’è da ridere

O forse solo da piangere, vista la scarsa professionalità di chi gioca con l’economia e il futuro del Paese. Sembra di vivere proiettati in un mondo che regredisce a vista d’occhio. C’è troppa ignoranza, anche a livello istituzionale. E forse anche un disegno comune: distruggere il comparto oleario. Per giungere a quale traguardo, poi? In Italia ormai accade di tutto. Il buon senso, soprattutto, è latitante

Olio Officina

Bassa acidità, c’è da ridere

Abbiamo già avuto occasione di parlare dell’insensatezza di alcuni recenti provvedimenti sugli oli a bassa acidità (QUI) e credevamo che la questione fosse chiusa.

Le aziende interessate hanno tolto dagli archivi provvedimenti di riconoscimento di marchi, vecchi pareri di Ministeri e di Organi di controllo, hanno speso un po’ di soldi in avvocati, chiarito quel che c’era da chiarire ed i prodotti sono tornati negli scaffali.

Vediamo invece che alcuni soggetti insistono a deprecare che ci siano oli che si “ammantano” del marchio Bassa Acidità pur non essendo oli di Alta qualità e invocano che si fermino gli “assassini” dell’Alta qualità. E che, per farlo, citano espressamente, e con foto, un noto olio extra vergine a bassa acidità, evidenziando (del resto è regolarmente e con evidenza scritto in etichetta) che ha 15 di perossidi e 0,4 di acidità, mentre un olio di Alta qualità, secondo un progetto mai diventato legge, dovrebbe avere rispettivamente 12 e 0,3.
Ricordiamo che affinché un olio sia extra vergine basta che i valori siano 20 e 0,8.

Se si legge in maniera acritica verrebbe da dire: orrore!
Poi però si riflette sul fatto che gli imprenditori seri parlano in pieno ossequio alla legge di Bassa acidità, non di Alta qualità, mai citata in etichetta.

Gli imprenditori seri non fanno affermazioni indimostrate o false e non vanno in cerca di grane, anche se purtroppo sono le grane a cercare loro!
Qualche consumatore sprovveduto potrebbe confondere la Bassa acidità, che comunque è una qualità migliore di quella standard per un extra vergine, con l’Alta qualità?
Difficile immaginarlo, visto che l’Alta qualità non esiste, in mancanza di un qualsiasi provvedimento legislativo.

Tanto più che, così ragionando, potremmo immaginare che altri sprovveduti consumatori potrebbero oggi confondere con l’Alta qualità, ad esempio, un olio che riporti con evidenza “100% ITALIANO”, avendo magari e senza dirlo 20 di perossidi e 0,8 di acidità.
O che il Principe delle eccellenze olearie italiane, l’Igp Toscano, sempre senza dirlo, può avere perossidi fino a 16 ed acidità fino a 0,6!
Vien da suggerire di andarsi a rileggere quel famoso, antico testo in cui si parla di occhi, pagliuzze e travi!

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