Codice Oleario

Chiarimenti sulla Xylella

Expertise. Lo scorso agosto qualcuno ricorderà le polemiche scatenate a partire da un duro attacco al mondo scientifico, partito dalle pagine del giornale scandalistico "Il Fatto Quotidiano”, a firma di Laura Margottini. Ora abbiamo la dettagliata risposta di Donato Boscia e Maria Saponari, del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari

Olio Officina

Chiarimenti sulla Xylella

L’articolo di Laura Margottini pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” del 12 agosto 2016 (“Conflitti d’interesse e strani errori negli studi sui batteri”) pone una serie di dubbi sull’attendibilità delle pubblicazioni prodotte dal gruppo barese impegnato nello studio dell’epidemia salentina di Xylella fastidiosa. In particolare, esso si sofferma su delle incongruenze relative ad alcuni “campi” utilizzati per la descrizione delle sequenze geniche inserite nel database di archivio, che comunque non alterano la fondamentale correttezza del contenuto delle sequenze utilizzate per la classificazione tassonomica dell’isolato batterico, poi sostenuta dall’abbondante mole di dati prodotti successivamente e che hanno puntualmente confermato la collocazione tassonomica del ceppo CoDiRO all’interno della sottospecie pauca.

E’ infatti importante rilevare come le sequenze dei 7 geni che costituiscono il profilo MLST (approccio raccomandato ai fini della tassonomia degli isolati di X. fastidiosa) o la sequenza dell’intero genoma in forma di “draft genome” (Giampetruzzi et al., 2015 e 2016; Loconsole et al., 2016) convergono tutti sulle stesse conclusioni riportate da Cariddi et al. 2014.

Conferme dell’identità delle sequenze iniziali generate dal gruppo di Bari sono state ottenute dallo stesso pool di consulenti della procura di Lecce (Bleve et al., 2016). È evidente, pertanto, che la sostanza e le conclusioni del lavoro restano immutate: per la prima volta il ceppo batterico viene isolato in coltura su substrato artificiale e l’analisi di un “gene housekeeping” conferma che gli isolati del batterio rinvenuti in Salento appartengono alla sottospecie pauca.

L’errore di link alla nomenclatura della sequenza nella didascalia di una delle figure, effettivamente commesso per “l'accession number” dell'oleandro, è del tutto ininfluente ai fini della identificazione del ceppo come sottospecie pauca.

Riguardo ai dubbi sollevati sull’identificazione del vettore basta la lettura dei lavori più recenti, in particolare quello di Cornara et al. (2016), per verificare che le conclusioni del lavoro di Saponari et al. (2014) sono state confermate e rafforzate da successivi esperimenti, ad ulteriore dimostrazione che Philaenus spumarius resta ad oggi l’unico vettore identificato nell’areale salentino come capace di acquisire e trasmettere il batterio.

Tra l’altro, nel lavoro di Martelli et al., 2015 pubblicato sulla rivista European Journal of Plant Pathology, si riporta chiaramente la distinzione tra gli studi in corso sulla relazione tra sputacchina/ulivo/infezione, presentati in occasione di un convegno internazionale, e i risultati relativi alla trasmissione su pervinca.

Ora un chiarimento sulla questione della pervinca utilizzata per le prove di trasmissione: la sequenza dell'isolato di Xylella presente nella pervinca viene ottenuta e depositata nel 2014. La pervinca è un ospite sperimentale infettato ad hoc nel novembre 2013 con insetti raccolti in oliveti con conclamata presenza di Xylella, che avevano acquisito il batterio prima della loro cattura.

Ai fini della sottomissione nel database GenBank della sequenza dell’isolato presente su pervinca, per la descrizione del periodo di raccolta di questo isolato non potendo selezionare un arco temporale coincidente con il periodo in cui l'insetto adulto ha con molta probabilità acquisito dalle piante infette l'isolato batterico durante il 2013 (il sistema di catalogazione di GenBank accetta le date solo in formato gg/mm/anno), nella banca dati si è scelto di indicare il mese precedente alle prove di trasmissione.

E’ infatti importante sottolineare che i campi descrittivi fanno riferimento all’isolato batterico, non alla pervinca né tanto meno all’insetto questo perché la sequenza fa riferimento all’isolato batterico e non alla pianta ospite o all’insetto vettore. Se per altre piante, infatti, il periodo di raccolta dell’isolato batterico coincide con il prelievo del campione infetto in campo, nel caso della pervinca (ribadiamo ospite artificiale), oggetto di infezione di Xylella tramite un vettore che l'aveva acquisita in natura, è soltanto possibile presumere il periodo in cui l'acquisizione è avvenuta; periodo che non può non essere se non precedente al momento in cui il vettore è stato utilizzato per effettuare la trasmissione sperimentale.


Quanto alla rivista Journal of Plant Pathology (JPP) diretta da uno degli autori dei lavori, la critica si rivolge alle pubblicazioni prodotte nei primi mesi successivi alla scoperta della Xylella, mentre successivamente sono stati pubblicati altri articoli che hanno confermato quelle indicazioni su riviste indicizzate.

Non è al proposito irrilevante far notare che il JPP è una rivista internazionale indicizzata e con "impact factor", i cui articoli sono tutti rigorosamente sottoposti a "peer reviewing" secondo le regole delle riviste ISI, sottoposte a "International Scientific Indexing"
I lavori pubblicati dal gruppo di ricerca di Bari portano alle seguenti principali acquisizioni scientifiche:

a) il ceppo di Xylella diffuso in Puglia appartiene alla sottospecie pauca e ad un unico “sequence type” (ST) identificato come ST53; 

b) (Philaenus spumarius è in grado di acquisire e trasmettere il batterio da/a diversi ospiti;

c) sono stati identificati 24 ospiti alternativi suscettibili alla Xyella che ne favoriscono la sopravvivenza perpetuandone la radicazione nel territorio;

d) il batterio è stato isolato da ospiti diversi su substrato artificiale, ottenendo colture pure con le quali sono stati condotti i saggi di patogenicità che l'EFSA (European Food Safety Agency) ha ritenuto conclusivi;

e) le tecniche diagnostiche messe a punto ed utilizzate si sono rivelate tanto affidabili da essere prese a modello ed acquisite dall’EPPO (European and Mediterranean Plant Protection Organization) per l'aggiornamento del protocollo ufficiale di diagnosi (Anonymous, 2016);

f) si è dimostrato che il ceppo salentino di X. fastidiosa non infetta la vite né in campo né artificialmente. Ciò ha consentito la liberalizzazione delle produzioni vivaistiche viticole dell'otrantino, salvandole dall'embargo comunitario.

Alla luce di quanto sopra, si può affermare con decisione che a tutt'oggi non è stato conseguito alcun risultato che contrasti o infici la validità dei dati sperimentali ottenuti dal gruppo barese. Critiche così marginali e non sostanziate da riscontri oggettivi hanno il solo scopo di delegittimare il lavoro già compiuto ed in corso, il quale, incidentalmente, gode di apprezzamento internazionale, e sono strumentali ai tentativi di oscurare il reale problema del disseccamento degli olivi e contrastare qualsiasi azione di contenimento della malattia.

Donato Boscia e Maria Saponari

Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante, SS Bari, via Amendola 122/D, Bari.


Lavori citati

Anonymous (2016). PM 7/24 (2) Xylella fastidiosa. Bullettin OEPP/EPPO Bulletin 46, DOI: 10.1111/epp.12327

Bleve G., Marchi G., Ranaldi F., Gallo A. Cimaglia F., Logrieco A.F., Mita G., Ristori J., Surico G. (2016) - Molecular characteristics of a strain (Salento-1) of Xylella fastidios aisolated in Apulia (Italy) from an olive plant with the quick decline syndrome. Phytopathologia Mediterranea (2016) 55, 1, 139−146, DOI: 10.14601/Phytopathologia Mediterranea 17867

Cariddi C., Saponari M., Boscia D., De Stradis A., Loconsole G., Nigro F., Porcelli F., Potere O., Martelli G. P. (2014) - Isolation of a Xylella fastidiosa strain infecting olive and oleander in Apulia, Italy. Journal of Plant Pathology 96, 425-29.

Cornara D., Saponari M., Zeilinger A.R., de Stradis A., Boscia D., Loconsole G., Martelli G.P., Almeida R.P.P., Porcelli F. (2016) - Host plant species impacts Xylella fastidiosa acquisition rate by spittlebug vectors common in Italian olive orchards. Journal of Pest Science, DOI 10.1007/s10340-016-0793-0

Giampetruzzi A., Chiumenti M., Saponari M., Donvito G., Italiano A., Loconsole G., Boscia D., Cariddi C., Martelli G.P., Saldarelli P. (2015) - Draft genome sequence of the Xylella fastidiosa CoDiRO strain. Genome Announcements 3: e01538–14.

Giampetruzzi A., Morelli M., Saponari M., Loconsole G., Chiumenti M., Boscia D., Savino V., Martelli G.P., Saldarelli P. (2016) - Transcriptome profiling of two olive cultivars in response to infection by theCoDiRO strain of Xylella fastidiosa subsp. pauca. BMC Genomics, 17:475DOI 10.1186/s12864-016-2833-9

Loconsole G., Saponari M., Boscia D., D’Attoma G., Morelli M., Martelli G.P., Almeida R.P.P. (2016) - Intercepted isolates of Xylella fastidiosa in Europe reveal novel genetic diversity. European Journal of Plant Pathology 146: DOI 10.1=07/ s10658-016-0894-s
Martelli G.P., Boscia D., Porcelli F., Saponari M. (2016, published online 2015) - The olive quick decline syndrome in south-east Italy: a threatening phytosanitary emergency. European Journal of Plant Pathology 144:235–243, DOI 10.1007/s10658-015-0784-7

Saponari M, Loconsole G, Cornara D, Yokomi RK, De Stradis A, Boscia D, Bosco D, Martelli GP, Krugner R, Porcelli F. (2014) Infectivity and transmission of Xylella fastidiosa by Philaenus spumarius (Hemiptera: Aphrophoridae) in Apulia Italy. Journal of Economic Entomology 107:1–4.

La foto di apertura è di Luigi Caricato

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