Codice Oleario

Cosa accade quando si spedisce l’olio in bottiglia

“Il trasporto è un gran problema”, sostiene una produttrice umbra. In un sondaggio effettuato per Olio Officina, rivolto alle aziende olivicole e olearie, emerge un quadro nel complesso non positivo, ma nemmeno preoccupante. In genere, chi presta la massima attenzione nella qualità degli imballaggi e nella scelta del corriere, non incorre in problemi di rotture o danneggiamenti

Luigi Caricato

Cosa accade quando si spedisce l’olio in bottiglia

Recentemente ho avuto modo di partecipare a una conferenza stampa molto importante, organizzata per il lancio un nuovo servizio di UPS, espressamente dedicato al comparto oleario. Una iniziativa lodevole, dal momento che per il mio lavoro di giornalista, trovandomi a recensire oli provenienti da ogni dove, mi stupivo del fatto che la percentuale delle bottiglie rotte, o comunque danneggiate, era piuttosto elevata, anche se nell’ultimo periodo meno preoccupante del solito.

Dovendo partecipare alla conferenza di cui potete leggere QUI la nota diffusa per l’occasione, ho inviato tre quesiti nella giornata del 26 settembre 2013 a 1.846 aziende. Non riporto qui i risultati nel dettaglio, anche perché il sondaggio non ha alcuna valenza scientifica, non essendo stato effettuata alcuna selezione per tiologia di azienda, ma ritengo sia utile conoscere soprattutto le testimonianze di quanti mi hanno scritto.

 

Le domande erano le seguenti.

1 - Per le spedizioni delle bottiglie di olio extra vergine di oliva utilizzate corriere espresso oppure altro?

La maggioranza assoluta qui ha risposto: corriere espresso.

2 - E’ soddisfatto dell’offerta di packaging disponibile per il trasporto/spedizioni delle bottiglie di olio extra vergine di oliva?

In questo caso ha prevalso la risposta “no”, ma di poco, quindi sostanzialmente siamo in una situazione di quasi pareggio.

3 -Dove spedisce principalmente: Italia o estero?

La maggioranza assoluta ha risposto “Italia”, solo una percentuale piuttosto bassa ha risposto “Estero”

Ed ecco invece le considerazioni di quanti mi ha scritto, scendendo nel dettaglio delle domande. Riporto ovviamente solo alcune testimonianze, le più rappresentative.

Irene Guidobaldi, responsabile commerciale di Olio Flaminio, un’azienda umbra, sostiene che “l’optimum sarebbe spedire con cantinette in polistirolo (cosa che abbiamo fatto in passato) purtroppo però i costi dello stesso (legati anche al petrolio) sono in continuo aumento, occupano molto volume (problemi di spazio in magazzino) e inoltre molti paesi esteri non lo accettano (per problemi di smaltimento).

Personalmente – sostiene la Guidobaldi – utilizzo cartone robusto, ma poi mi rimetto al “buon cuore” dei corrieri. Spesso dal cuore arido” aggiunge.

“Altri sistemi non li ho presi in considerazione. Per i costi elevati e/o per la manodopera elevata richiesta nell’imballare”. Insomma – conclude Irene Guidobaldi – “il trasporto è un gran problema!”.

Ancora in Umbria. A scrivermi è Marco Viola, dell’azienda agraria Viola. “La maggior parte della merce viene movimentata su ruote e via nave, utilizzando corrieri non espressi, quindi con consegne entro le 72 ore; i cartoni – precisa Viola – vengono spediti su pallet in legno e/o plastica (in base al Paese di arrivo). Per questo tipo di spedizioni le bottiglie vengono confezionate in cartoni con una resistenza medio alta (in cartoni con onda tripla).

Il mercato nazionale viene servito movimentando cartoni senza pallet. In questo caso si parla di spedizione di collettame. Viene effettuato imballando le bottiglie in cartoni molto resistenti e/o boxes in polistirolo. Il corriere utilizzato non è espresso ma convenzionale, che consegna in 48/72 h.

Il corriere espresso viene utilizzato esclusivamente per il trasporto di piccole campionature, utilizzando solo boxes in polistirolo. Al momento – conclude Marco Viola – non sono assolutamente soddisfatto per il servizio di trasporto, soprattutto  da parte dei corrieri nazionali che ho utilizzato sin ora; questi oltre ha danneggiare la merce spesso non sono puntuali e creano disagi al cliente e alla mia azienda”.

Ci spostiamo in Puglia. Anna Frezza, dell’azienda agricola Valente Forte, mi scrive informandomi che insieme con il marito ha deciso di dedicarsi alla produzione di olio extra vergine di oliva da poco tempo. L’olivagione 2013 segna il terzo anno di produzione. “Siamo due agronomi”, precisa. “Io sono veneta e mio marito pugliese. Ci siamo trasferiti nella sua città natale, Lucera, una volta terminati gli studi. Vendiamo quasi esclusivamente al Nord, e in Veneto in particolare. Riguardo alla questione spedizioni. “Noi vendiamo in Veneto, in particolare, perchè in questo modo riesco a evitare l'utilizzo di corrieri ed effettuare io stessa  il trasporto del prodotto. Fortunatamente, per motivi personali devo viaggiare spesso, verso il Veneto, e così abbino le due necessità. Utilizzo il corriere, ma solo quando strettamente necessario, e quasi sempre con pessime sorprese. Le ammaccature, anche pesanti, delle lattine sono la norma, nonostante imballaggi scrupolosi e l’apposizione di scritte quali "maneggiare con cautela" o "fragile" sui fianchi del cartone.  Conosco colleghi che praticano il doppio imballaggio, come norma. Inoltre - aggiunge Anna Frezza – noi abbiamo scelto di utilizzare la bottiglia in latta, per il formato da 500 ml. Se il rischio di rompere una bottiglia in vetro è alto, beh, quello di ammaccare la bottiglia di latta diventa del 100%. E la bottiglia di latta ammaccata fa davvero una pessima figura.  Dovremmo avvolgere una per una in strati di pluriball, e poi sistemarle in casse in legno, o immerse in cips di polistirolo per evitare danni. Come può immaginare – precisa – la cosa diventerebbe antieconomica. 

Il motivo che più mi scoraggia nell'utilizzare il corriere – prosegue la produttrice – è che il danno, anche nel caso in cui sia risarcito in qualche modo dal corriere, rimane un danno. La soddisfazione psicologica di un cliente privato che riceva merce danneggiata è senza dubbio inferiore. Il negozio quella merce non la potrà esporre, e subirà un danno comunque, anche a merce sostituita, perchè dovrà attendere una nuova spedizione. In tutto ciò la responsabilità non è mai di nessuno, e ciò è disarmante, e pare che i corrieri, da questo punto di vista, non offrano garanzie diverse. Ho assistito casualmente, più volte, a scene di ordinario carico e scarico dei furgoni, da parte dei padroncini. I calci agli scatoloni sono la regola, e anche il loro lancio”. 

Francandrea Cricca, dell’azienda agricola Belfiore, mi confessa che ultimamente le spedizioni “sono diventate un problema. Le premetto – scrive – che non faccio tantissime spedizioni, in quanto la maggior parte dei miei clienti sono entro un raggio di 150 km dall'azienda, e quindi - quando possibile - consegno personalmente i prodotti ai rivenditori, sia per mantenere un contatto umano con i clienti, sia per spiegare e ‘insegnare’, o meglio per rompere i luoghi comuni intorno all'olio extra vergine di oliva. Come sa benissimo –

Aggiunge – è più difficile far capire cos'è un olio di qualità che produrlo, e quindi confrontare (o confutare) le mie opinioni con quelle dei miei clienti diventa fondamentale per la mia attività”.

Tornando al tema delle spedizioni. Cricca afferma di servirsi di Mail Boxes Etc, che a sua volta si serve di vari corrieri espressi. La condizione che impongo è che la merce sia consegnata al cliente finale entro 24/36 ore. L'imballaggio – dice – lo curo personalmente, imballando le bottiglie con il pluriball (una per una), due cartoni, tra un cartone e l'altro ancora pluriball. Mi sembrava sufficiente. Invece le ultime tre spedizioni - cliente nuovo, prima fornitura, pagamento anticipato..... - un disastro. Prima consegna 7 bottiglie rotte su 24, seconda consegna (sempre stesso cliente) 2 rotte su 12, terza consegna 1 su 12 (stiamo migliorando...). Una figura che non le dico. Il corriere – SDA, per non fare nomi - che minaccia pure di farmi pagare i danni, perchè l'olio macchia gli altri colli...

Adesso – aggiunge – ho trovato un prodotto dove si imballa la bottiglia dentro una camera d'aria, a prova di lancio, approvato da TNT: sto facendo la spedizione in questo modo. La cosa negativa è il prezzo: circa 1 euro a bottiglia, che unito al costo del trasporto (circa 15 euro per 20-30 kg di merce) ha un costo a bottiglia di circa 1,5 euro: mi sembra che incida abbastanza sul prezzo di una bottiglia da 0,5 lt”. 

Emilio Conti, dell’Oleificio Conti Emilio, mi scrive dalla Campania. “Solitamente – precisa –spediamo lattine in cartone da 4 in Italia e all’estero, con corriere espresso GLS. Per le bottiglie, ordine minimo 10 pacchi,  vengono riposti su una mezza pedana. Con questo sistema non si registra nessuna rottura di bottiglie. Tutti gli altri sistemi dal polistirolo al cartone doppia onda e/o a vista il pericolo di rottura è altissimo. In container, con bancale tipo americano, e confezione di cartone con alveare, non abbiamo nessun problema. Corriere per l'estero Schenker. La differenza la fa anche il corriere”, ammette. “In tanti anni – prosegue – abbiamo cambiato molti corrieri. Causa predominante, furti o danneggiamenti gravi delle latte.

Mi fermo qui. Non riporto altre testimonianze, anche perché mi sembra siano sufficienti quelle riportate finora, necessarie per avere un quadro generale. E’ evidente che c’è un problema trasporto che non è da sottovalutare. Un tema delicato, viste le conseguenze derivanti da consegne infelici negli esiti. Ho sempre pensato di prestare la massima attenzione al problema, e nel corso degli anni ho avuto modo di raccogliere altre testimonianze, per pura curiosità, e ciò che posso trarre, quale conclusione di questa indagine, èe di altre valutazioni che ho potuto fare in passato, è che se da un lato i problemi restano irrisolti, anche per la natura stessa dell’olio, un vero problema anche per le stesse aziende di trasporti – siano esse corrieri o non – per i danni ad altra merce e ad altri materiali, resta il fatto che, almeno dal mio punto di vista, il problema riguarda soprattutto le spedizioni di pochi colli o di poche bottiglie. Non esiste un problema – anche se in realtà i trasporti non sono mai esenti da problemi – per quelle spedizioni “protette”, in bancali, per esempio.

Resta da chiarire anche la capacità, da parte delle aziende, di imballare bene. In più, debbo riconoscere, per la mia personale esperienza nel ricevere campioni d’olio, che le confezioni che arrivano integre a destinazione, sono sempre quelle aziende spedite da aziende che investono molto nella qualità dei trasporti e nella scelta dei corrieri. Il tema sarà trattato più avanti, con altri articoli,a anche perché la questione non è di poco conto.

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