Codice Oleario

Gli oli visti dall’Insor

Prosegue la serie degli atlanti dei prodotti tipici a cura dell’Istituto nazionale di sociologia rurale. Questa volta l’attenzione si pone sul succo di olive. Si passano così in rassegna gli extra vergini a marchio Dop e Igp, quelli espressione delle avrietà autoctone d’Italia e, infine, anche gli altri oli non di olivo

Olio Officina

Gli oli visti dall’Insor

Gli oli, l’atlante, curato da Graziella Picchi, con il contributo di Cinzia Antonini e Massimo Greco, a iniziativa del professor Corrado Barberis, illustra l’ampia varietà degli oli italiani tra cui naturalmente spicca l’olio di oliva.

Intorno a questa particolare filiera, nel corso degli anni, pochi sono stati i riferimenti scientifici e divulgativi a cui ci si potesse ispirare per ottenere delle informazioni di sicuro valore, nonostante l’olio di oliva e gli altri oli tradizionali per l’Italia e gli altri paesi mediterranei siano sempre statiun elemento essenziale dell’alimentazione, dell’economia e della cultura.

Ad oggi, il Mezzogiorno rimane la roccaforte olivicola totalizzando oltre il 90% dell’intera produzione, in controtendenza però alle vicende di quasi tutti i settori agricoli continua in quasi tutte le regioni lo sviluppo della superficie agricola dedicata all’olivicoltura a testimonianza della rilevanza crescente del settore.

L’esigenza di realizzare un Atlante degli oli è da collegare anche alla numerosità delle varietà presenti e commercialmente rilevanti; le varietà possono infatti essere quantificate in oltre cinquecento fino, a seconda dei criteri utilizzati, arrivare a circa mille. Si tratta quindi di un patrimonio di bio diversità in costante crescita nei secoli che distingue il territorio italiano da tutti gli altri territori mediterranei per una ricchezza che determina l’estrema varietà dei prodotti ottenuti e del loro impiego nel mondo della alimentazione e della qualità gastronomica.

L’Istituto prosegue dunque nella promozione dei prodotti tipici e in generale nel sostegno alla valorizzazione del patrimonio umano, conoscitivo, agricolo e di produzione alimentare e artigianale che connota l’Italia e che rappresenta un momento importante per l’evoluzione mondiale della cultura rurale.

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