Codice Oleario

Gli olivi del Salento disseccano

Expertise. Nel Leccese coinvolte le chiome, alcuni rami isolati, intere branche e in altri casi l’intero albero. C’è preoccupazione, ma sono le scarse cure agronomiche a favorire il fenomeno. Una nota della Regione Puglia riporta le misure da adottare a breve termine e quelle preventive su piante non compromesse. Nessuna incidenza, tuttavia, su qualità olio e olive

 

Olio Officina

Gli olivi del Salento disseccano

Riportiamo la nota congiunta a firma di due dirigenti della Regione Puglia, Antonio Guario e Giuseppe D’Onghia – Area Politiche per lo sviluppo rurale, Servizio Agricoltura, Ufficio Osservatorio Fitosanitario – in merito al preoccupante fenomeno del disseccamento rapido delle piante di olivo che si sta registrando nel Sud della Puglia, e in particolare in provincia di Lecce.

Per chi voglia inoltre approfondire l’argomento, sono disponibili le schede tecniche dei parassiti menzionati nella nota informativa. Schede a cura di D. Boscia, F. Nigro, A. Guario, G. Martelli, V. Savino ed M. Saponari. Per leggere, cliccare QUI

Il disseccamento delle piante di olivo ha interessato al momento, se pur estesa, una circoscritta area olivicola della provincia di Lecce.

La rilevanza economica della olivicoltura in Puglia e nella provincia di Lecce ha fatto si che il sistema della ricerca, le istituzioni scientifiche, gli Enti pubblici e le organizzazioni professionali e dei produttori siano tutti interessati alla individuazione delle cause e alla ricerca di soluzioni che consentono di prevenire e limitare i danni.

Le acquisizioni scientifiche escludono una correlazione tra la presenza della malattia nella pianta rispetto al frutto. Il fenomeno, infatti, non incide in nessun modo sulla qualità dell’olio e delle olive siano esse da olio o da tavola.

Negli approfondimenti svolti sino ad ora, l’Osservatorio Fitosanitario Regionale ha collaborato con le proprie istituzioni provinciali (UPA di Lecce), l’Università degli Studi di Bari- Dipartimento di Scienze del Suolo della Pianta e degli Alimenti, il CNR- Istituto di Virologia vegetale di Bari, il Consorzio di Difesa delle Produzioni intensive della Provincia di Lecce.

La collaborazione con le altre istituzioni scientifiche come lo IAMB di Valenzano, Università di Foggia e di Lecce, Organizzazioni pubbliche e private della provincia di Lecce sono auspicabili per il proseguimento delle attività.

Per alcune delle misure da adottare e descritte nella presente nota, è fondamentale la massima collaborazione tra le istituzioni per acquisire le necessarie autorizzazioni e deroghe che la situazione necessita.

Da parte di questa Regione è stato già avviato il protocollo tecnico-amministrativo previsto dalle norme vigenti, per quanto di competenza, al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ed alla Commissione Europea.

La sintomatologia riscontrata è essenzialmente la seguente:

  • disseccamenti estesi della chioma interessando rami isolati, intere branche e/o l’intera pianta;
  • imbrunimenti interni del legno a diversi livelli dei rami più giovani, delle branche e del fusto;
  • foglie parzialmente disseccate nella parte apicale e/o marginale.

Nelle numerose ispezioni effettuate in loco, sono state individuate diverse concause che vanno a costituire il “Complesso del disseccamento rapido dell’olivo”.

In particolare va segnalata la presenza di:

  • diffusi e numerosi attacchi di “Rodilegno giallo (Zeuzera pyrina)” meno recenti che hanno consentito una debilitazione della pianta per mancata asportazione delle parti infestate e ormai disseccate;
  • ridotta coltivazione del terreno e scarsa cura dello stato vegetativo e produttivo delle piante;
  • presenza di funghi lignicoli che determinano una occlusione dei vasi xilematici con conseguente limitazione della circolazione della linfa (Phaeoacremonium parasiticum. P. rubrigenun, P. aleophilum, P. alvesii, Phaemoniella spp.);
  • presenza di un patogeno da quarantena (Xylella fastidiosa), batterio al quale potrebbe essere attribuito un ruolo primario negli osservati disseccamenti dell’olivo.

La Zeuzera pyrina è da molti anni che infesta gli oliveti del Salento e i fori che produce nell’interno dei rami e delle branche provocano uno stato di debilitazione della pianta, ma rappresentano anche vie di penetrazione di agenti patogeni che aggravano lo stato vegetativo. Infatti, nei diversi rilievi e analisi di laboratorio è stata sempre associata alla presenza di fori di Zeuzera a quella di funghi appartenenti al genere Phaeoacremonium.

Dai sopralluoghi svolti si registra una conduzione degli oliveti caratterizzata da una riduzione delle cure agronomiche come la lavorazione del terreno, l’eliminazione di erbe infestanti, la potatura frequente delle parti vegetative interessate da agenti parassitari. Tale situazione non ha certamente contribuito a mantenere le piante in buone condizioni fitosanitarie, sia perché non vengono asportate le parti colpite contribuendo alla diffusione dei patogeni, sia perché una pianta debilitata non è in grado di reagire all'aggressione di ulteriori parassiti (funghi sia della parte aerea che radicale, insetti, batteri ecc.).

In particolare, l’attenzione e le ricerche si sono concentrate, dopo il loro ritrovamento nelle parti vegetative, su due agenti causali di nota importanza nel disseccamento delle piante, Phaeoacremonium spp. e Xylella fastidiosa, confermati dalle Istituzioni scientifiche (DiSPA, CRN,- SELGE).

Si ritiene che entrambi contribuiscono a determinare il disseccamento delle piante ma, in particolare, si considera la Xylella fastidiosa quale patogeno potenzialmente più pericoloso.

Il batterio può interessare numerose specie coltivate e non, compreso le erbe e gli arbusti spontanei.

Allo stato attuale, dalla bibliografia consultata, si ritiene che la subspecie del batterio che interessa l’olivo non infetti la vite e gli agrumi, ma nelle zone interessate è stato isolato anche da piante di mandorlo e oleandro (leggi QUI).

La sua diffusione avviene tramite diversi vettori appartenenti per lo più al gruppo dei Cicadellidi, insetti di piccolissime dimensioni, di pochi millimetri, che con il loro apparato boccale pungente acquisiscono il batterio dalle piante infette e lo trasmettono a quelle sane.

Considerata la vasta estensione del problema, le grosse preoccupazioni del territorio e l’obbligatorietà che impone la normativa fitosanitaria comunitaria e nazionale in caso di ritrovamento di patogeni da quarantena, saranno adottate tutte le misure idonee e necessarie per affrontare tale emergenza fitosanitaria al fine di evitare ulteriormente la loro diffusione

Misure da adottare a breve termine

  • delimitare le aree interessate per la realizzazione di mappe dettagliate sulla presenza di oliveti con sintomi ascrivibili al “Complesso del disseccamento rapido dell’olivo”;
  • vietare la movimentazione di tutto il materiale vegetale vivo infetto dalle zone interessate, escluso le olive da tavola e quelle per l’estrazione dell’olio, poiché non vi sono pericoli associati alla qualità dell’olio.
  • effettuare drastiche potature eliminando tutte le parti con presenza di sintomi di disseccamento e di imbrunimenti interni;
  • disinfettare i mezzi utilizzati per le operazioni di taglio (ipoclorito di sodio o sali quaternari);
  • bruciare in loco i residui di potatura (rami e fogliame);
  • disseccare nello stesso campo la parte legnosa tagliata prima di effettuare il trasporto in altre località al di fuori dell’area infetta. Tale pratica trova giustificazione per la devitalizzazione della Xylella fastidiosa poiché non essendo un batterio sporigeno, non si conserva nel legno secco.

Misure preventive da adottare su piante non compromesse

  • Evitare di adottare pratiche agronomiche di non lavorazione del terreno ma effettuare continue lavorazioni sia per consentire un miglioramento dello stato vegetativo delle piante, sia per eliminare le erbe infestanti che possono costituire un probabile serbatoio del batterio per gli insetti vettori (Cicadellidi);
  • Impostare strategie di controllo della Zeuzera pyrina (confusione sessuale)al fine di limitare la debilitazione della pianta e la presenza di vie di penetrazione dei patogeni;
  • Effettuare trattamenti con insetticidi registrati sull’olivo (dimetoato, fosmet) utilizzati per il controllo della mosca al fine di contenere anche la presenza dei vettori del batterio;
  • Prevenire gli stress idrici degli oliveti, con un razionale programma di irrigazione.

Si auspica che l’interesse collettivo a risolvere positivamente e con produttiva sinergia tra tutti i soggetti coinvolti nel fenomeno che si è manifestato, lasci da parte l’individualismo, il protagonismo e il catastrofismo che in queste circostanze potrebbero creare più danno della stessa malattia.

Antonio Guario, dirigente dell’Ufficio Osservatorio Fitosanitario; Giuseppe D’Onghia, dirigente di servizio

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati.
Se sei un utente registrato puoi accedere al tuo account cliccando qui
oppure puoi creare un nuovo account cliccando qui

Iscriviti alle
newsletter