Codice Oleario

Il restringimento della categoria merceologica dell’alta qualità per l’olio

Il consorzio CEQ è presieduto da una donna, l’imprenditrice Maria Grazia Minisci, che a Milano, nell’ambito di Olio Officina Festival 2020, ha raccontato una esperienza molto importante per tutto il settore, con l’ideazione e l’esordio di un bollino di qualità fondato su parametri altamente selettivi. L’obiettivo è posizionarsi in un mercato diverso e riassegnare valore al prodotto. Non è un obiettivo irraggiungibile, si lavora ormai da anni e ora si parte con un bollino che certifica la qualità nel mondo

Olio Officina

Il restringimento della categoria merceologica dell’alta qualità per l’olio

Il consorzio CEQ è presieduto da una donna, l’imprenditrice Maria Grazia Minisci, che a Milano, nell’ambito di Olio Officina Festival 2020, ha raccontato una esperienza molto importante per tutto il settore, con l’ideazione e l’esordio di un bollino di qualità fondato su parametri altamente selettivi. L’obiettivo è posizionarsi in un mercato diverso e riassegnare valore al prodotto. Non è un obiettivo irraggiungibile, si lavora ormai da anni e ora si parte con un bollino che certifica la qualità nel mondo

L’anno di fondazione del CEQ, il Consorzio extra vergine di qualità, è il 2001, ma si presentò prima alla stampa, perché era un obiettivo che si voleva raggiungere da tempo. Di passi in avanti ne sono stati compiuti tantissimi. È evidente che sull’olio extra vergine di oliva c’è ancora molto da fare, ma questi passi compiuti sono passi molto significativi e determinanti.

La presidente Maria Grazia Minisci ci ha raccontato di come il consorzio intenda allargare la sua quota di soci, o comunque di fruitori esterni di un servizio fondamentale sul fronte del riconoscimento della qualità. L’obiettivo, oggi, è di fare in modo che il progetto avviato dopo lunga e paziente elaborazione non sia limitato solo da alcune aziende ma che sia un processo virtuoso che porti anche a un perfezionamento ulteriore della categoria merceologica olio extra vergine di oliva. Perché è proprio questo l’obiettivo.

Maria Grazia Minisci, presidente CEQ

Maria Grazia Minisci presiede il consorzio CEQ ma è parte attiva nel comparto oleario, avendo una sua azienda personale, che conduce e amministra insieme con i fratelli, di 120 ettari, oltre a un moderno frantoio oleario che molisce le olive di 1200 produttori, quindi è una bella realtà ma che lei porta avanti - come lei stessa ammette - “con la forza di volontà e con l’obbiettivo preciso di voler emergere in un paradigma difficile che è quello della Regione Calabria”.

 

Maria Grazia Minisci

Essere qui, oggi, a Milano, è importante.  Un grazie a Luigi Caricato per l’accoglienza e per l‘attenzione che riserva a questo prodotto, l’olio extra vergine d’oliva. Il calore, l’attenzione che si sente qui a Milano, a Olio Officina Festival, è palpabile, e quindi questo ci dà un approccio positivo a quello che è il lavoro che cerchiamo di fare. Il consorzio Ceq ha un’ampia possibilità di crescita e di presentazione di quelle che sono le opportunità per le aziende. Sono tanti i motivi: primo fra tutti perché in Italia questo consorzio racchiude l’intera filiera quindi porta avanti gli interessi non di una singola categoria ma di una filiera di prodotto che per essere testimoniata quale alta qualità deve coinvolgere necessariamente le piccole aziende produttrici, le grandi aziende produttrici, i confezionatori e l’industria. Quindi, si tratta di una testimonianza, quella del consorzio CEQ , di un buon lavoro che va fatto insieme. 

Questo è il primo elemento importante per cui, come lo si nota dal parterre di Olio Officina festival, è evidente quanto sia determinante per il successo del settore. Io, voglio precisare, sono al presidente del CEQ ma rappresento una piccola azienda olivicola e olearia. Vengo dalla Calabria, ma sto insieme all’industria, non in contrapposizione, ma insieme in una logica di miglioramento del lavoro che ognuno di noi andrà a fare nella propria azienda. Questo impegno da parte del CEQ ha a che fare con la potenzialità della filiera, la quale può migliorare e può presentare il proprio prodotto come testimonial del primo prodotto internazionale di alta qualità.

Ecco, Mauro Meloni, il direttore del CEQ, diceva proprio questo nel corso della sua presentazione: non possiamo pensare di essere come Italia detentori dell’alta qualità, però possiamo pensare, e abbiamo il dovere di sentire la necessità di essere i primi a esportare un modello di alta qualità che dall’Italia si propaghi nel mondo. Da questo punto di vista vi invito a guardare anche la veste grafica del bollino che il consorzio ha realizzato, con la Q di qualità che racchiude un mappamondo. Anche perché l’idea del nostro consorzio è che il concetto dell’alta qualità nell’extra vergine debba partire da noi, ma debba essere poi esportato nel mondo. Questo perché il bollino del CEQ ci apre a nuovi mercati e ci fa presentare al mondo: ci dà la possibilità di presentarci al mondo quali iniziatori di questa possibilità, di questa novità importate perché unica: il bollino di alta qualità del CEQ. Ciò, quindi, per noi questo bollino della qualità è un grande valore; e poi, il fatto di avere piccole aziende che possono creare un piccolo micro mercato, così come le grandi aziende possono a loro volta creare un grande mercato, e, alla fine, ogni lavoro fatto sull’alta qualità sappiamo bene come appunto rafforzi il proprio competitor ma rafforza il settore e rafforza se stesso.

Quindi, è questo il grande concetto racchiuso nel nostro consorzio, oltre al fatto di avere messo in piedi gemellaggi con altri Paesi. Tutto questo ci fa intravedere la strada verso la qualità che gli altri vogliono fare ma che noi dobbiamo per forza portare avanti, ed  è il motivo per cui siamo presenti al Ministero delle Politiche agricole e insistiamo per creare valore attraverso il restringimento della categoria merceologica dell’alta qualità,  proprio perché pensiamo che partendo da un riconoscimento dell’alta qualità, possiamo garantire al consumatore finale sicuramente quel contenuto salutistico che ci faccia posizionare in un mercato diverso.

Certo, dobbiamo pensare e partire da una nicchia di mercato, con questo alto valore salutistico, ma come Paese Italia abbiamo tutte le possibilità di migliorare gran parte della produzione e portarla verso parametri più alti di qualità.

Questa è dunque la sfida che spetta al nostro Paese. Se vogliamo ritenerci un paese olivicolo, o almeno nell’immaginario collettivo va considerato che a tutti gli effetti veniamo considerati un Paese olivicolo in accezione qualitativa, di conoscenza, di capacità, di predisposizione verso un mercato di alta qualità, anche se poi, alla fine, siamo piccoli produttori, siamo un piccolo Paese, seppure con una grande storia e una grande identità.

L’obiettivo del consorzio CEQ è smarcarsi da una visione frazionata dell’ambito oleario in Italia, da una visione che vede proiettato ognuno verso la chiusura e non verso l’apertura. Ecco, a me è piaciuto tantissimo, e faccio i complimenti alla dottoressa Antonella Foschetti, di Poste italiane, che è intervenuta sul palco per presentare gli annulli filatelici voluti da Olio Officina nel corso delle varie edizioni del festival, perché, appunto, come lei ha sostenuto, l’obiettivo è creare ponti, collegamenti. Ecco, colgo questa idea per dire che il Consorzio dell’extra vergine di qualità è capace di portare avanti questo progetto e può pertanto fare da ponte nel cambiamento della logica del mercato Italiano dell’olio extravergine d’oliva, sia verso tutte le categorie di produttori e di partecipanti alla filiera, sia verso il consumatore finale.

L’utilizzo di un bollino, di un marchio che possa garantire questo elevato rapporto qualitativo del prodotto, può veramente, se fatto insieme, se portato avanti con decisione e convinzione, se molte altre aziende aderiranno al progetto, allora sì, il bolino dell’alta qualità di CEQ può essere sinonimo di un regalo che facciamo al nostro Paese, ed è quello di riportare il valore del prodotto extra vergine d’oliva al centro del dibattito, anche agricolo, del nostro Paese.

Attualmente abbiamo riscontrato una buona attenzione da parte del ministro Bellanova, che ci ha ricevuto e che continuiamo a tampinare nel senso di farla procedere nella predisposizione del disciplinare dell’alta qualità.

Più di un sottosegretario ci sta ascoltando, da questo punto di vista, quindi questa è la nostra strada che dobbiamo perseguire, questo è l’obiettivo verso il quale non ci tiriamo indietro, ed è la bellezza di poter avere aziende grandi, medie e piccole che lavorano insieme e ci dà la forza di poter dire al Ministro, e alla categoria degli agricoltori italiani, che sì, si può lavorare insieme, si possono fare cose buone.

È proprio questo il nostro obiettivo: essere presenti sul territorio per presentare un diverso approccio all’olio extra vergine di oliva, ovverosia la conoscenza e la ricchezza necessari per affrontare il mercato futuro, una conoscenza che non va tenuta chiusa all’interno del Paese ma che va portata all’esterno, va fatta conoscere, va diffusa quanto più possibile. Ecco perché l’esperimento di Olio Officina Festival alla sua nona edizione ci piace. Ci piace perché ognuno, con la propria partecipazione, con la propria quota di lavoro, può contribuire all’apertura di questo prodotto e di questo segmento di mercato anche verso l’esterno, oltre a rafforzarlo nel mercato interno, restituendo il valore perduto.

La foto di apertura è di Olio Officina ©, così pure il ritratto della presidente del CEQ, realizzato nell'ambito di Olio Officina Festival da Gianfranco Maggio

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