Codice Oleario

L’ennesimo scandalo sull’olio

Ormai non manca giorno senza accumulare notizie allarmanti. Il clamore mediatico utilizzato come arma impropria è l’ultima trovata per sputtanare il buon nome dell’Italia olearia. Il tutto avviene con la complicità delle istituzioni, in balìa ormai della potente lobby di Coldiretti. Cosa dire? C’è una Italia che ama farsi del male da sola, offrendo una grossa opportunità ad altri paesi concorrenti. Di questo passo crollerà il mito dell’olio italiano e saremo destinati a essere pura appendice

Luigi Caricato

L’ennesimo scandalo sull’olio

MIPAAF, MARTINA: BENE OPERAZIONE SU OLIO. TUTELATI CONSUMATORI E AZIENDE ONESTE

“L’operazione di oggi del Corpo forestale dello Stato dimostra l’efficacia del nostro sistema di controlli che abbiamo rafforzato in tutti i passaggi della filiera. Chi danneggia un settore così strategico come quello dell’olio va punito con la massima severità. È fondamentale fare chiarezza per tutelare i consumatori e le migliaia di aziende oneste che contribuiscono al successo del Made in Italy nel mondo. È una battaglia che portiamo avanti quotidianamente come dimostrano gli oltre 10 mila controlli dallo scorso anno a oggi effettuati dai nostri organismi di controllo su tutto il territorio nazionale”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, sull’operazione del Corpo Forestale dello Stato sull’olio extracomunitario venduto come italiano.

E’ l’ennesino scandalo dell’olio, l’ennesima notizia trasmessa al fine di destabilizzare il comparto olio di oliva. Come al solito si creano le condizioni per suscitare tanto clamore senza poi giungere di fatto a nulla di concreto. E’ puro spettacolo, ma le conseguenze le pagheremo tutti a distanza di tempo. Per me tutta questa faccenda è da considerare come una lenta ma inesorabile discesa dell'Italia olearia verso il baratro.

Quel che sta accadendo da qualche anno a questa parte nel mondo dell’olio in Italia è una battaglia ideologica senza precedenti. Da una parte c’è la fiction, tuttora in corso d’opera, con un accordo di filiera siglato pochi giorni fa alla presenza del ministro alle politiche agricole Martina, utile solo per simulare coesione tra i vari attori della filiera. Dall’altra c’è la vita reale, che ha poco della fiction, e che riserva una immagine inquietante in prospettiva futura, con una filiera devastata dalle divisioni e da una conflittualità epocale, così come non si era mai verificata in Italia.

La regia, nemmeno tanto occulta, è di una potente lobby che risponde al nome di Coldiretti, impegnata a dettare l’agenda di politici e Istituzioni, decidendo il da farsi, anche a livello operativo. Così, con questa serie di scandali creati ad arte con l’intenzione di far percepire uno stato di emergenza, l’unico elemento certo è la perdita di fiducia da parte dei consumatori, che stanno progressivamente abbandonando i consumi di olio extra vergine di oliva.

Le notizie incomplete, diffuse come fossero già qualcosa di acclarato, rappresentano alla perfezione la tensione autolesionista che sta attraversando un Paese completamente allo sbando. Tutto si basa ormai su ipotesi di reato non ancora verificate. Poco importa se all’estero siamo gli unici ad apparire delinquenti. Evidentemente ci piace farci del male.

Cosa mi aspetto dal futuro? Questa guerra intestina dimostra da un lato la grande debolezza delle aziende olearie, incapaci di fronteggiare gli assalti di una potente lobby come Coldiretti, e dall’altro l’incapacità, da parte dei soggetti istituzionali, di muoversi in maniera autonoma, senza subire condizionamenti.

L’Italia olearia del futuro sarà quella di un Paese produttore marginale, i cui addetti saranno per lo più dei dopolavoristi. Crollerà il mito dell’olio italiano e saremo destinati a essere pura appendice.

Il mio consiglio per le imprese che operano in Italia? Andare lontano da un Paese ormai completamente in mano alle lobby, e delocalizzare. La grande capacità degli italiani, con il talento in materia di oli da olive maturato nei secoli, sarà sicuramente premiata in altri luoghi. Da noi c’è solo caos e avanspettacolo.

La foto è tratta dal sito del Corpo Forestale dello Stato

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