Codice Oleario

L’olio nel manifesto Slow Food

Presentato a Verona nell’aprile 2011, subito dopo quello del Risorgimento dell’olio italiano, si compone di sette punti. Il concetto portante è che il luogo di produzione agricola, inteso come territorio, debba essere considerato il teatro in cui si deve svolgere l’intero ciclo di filiera

Olio Officina

L’olio nel manifesto Slow Food

Prosegue il nostro viaggio dedicato ai proclami espressi nel nome dell’olio. Tutto ebbe inizio a Trieste, con la presentazione in marzo del “Manifesto dell’olio italiano”, redatto da Luigi Caricato, cui ha fatto seguito, a brevissima distanza di tempo, quello di Slow Food, di cui vi riportiamo i sette punti di cui si compone.

IL MANIFESTO SLOW FOOD IN DIFESA DELL’OLIVICOLTURA ITALIANA

1. Noi affermiamo che l’olio è un prodotto agricolo e come tale è subordinato alla/e varietà coltivata/e, alle peculiarità dei terreni e dei climi, alle tecniche produttive che ne influenzano e ne sanciscono l’individualità. Quindi è nel luogo di produzione agricola, inteso come territorio, che si deve svolgere l’intero ciclo di filiera, dall’oliveto alla bottiglia, all’interno di un sistema di relazione tra olivicoltori e frantoiani.

2. Facciamo appello a che la filosofia produttiva e di consumo privilegi la qualità e l’origine, unico modo per distinguere i nostri oli dal prodotto anonimo e omologato che domina il mercato italiano dell’extravergine. Solo così la grande biodiversità di cui è costituita l’olivicoltura italiana può risultare vincente.

3. Vogliamo difendere un’olivicoltura attenta alla tutela dell’ambiente e del paesaggio (non si può alienare un capitale così importante e simbolico) e capace di valorizzare il ricco patrimonio varietale del nostro Paese.

4. Affermiamo che gli oli extravergini devono essere organoletticamente pregevoli, in grado di valorizzare le differenze varietali, indissolubilmente legati alle origini e quindi al territorio di provenienza. I parametri di qualità per “l’olio agricolo” non possono essere legati solo a risultanze analitiche, ma dovranno comprendere attributi che riguardano il tracciamento della storia produttiva dell’olio lungo la filiera.

5. Ci impegniamo attraverso l’attività educativa e la comunicazione a sviluppare e/o ricostruire la cultura dell’olio, in linea con i concetti sopra espressi.

6. Invitiamo tutti coloro che utilizzano quotidianamente l’olio (dai cuochi alle massaie, alle mense scolastiche, agli ospedali…) a sostenere le ragioni di questo manifesto, ponendo in essere abitudini di acquisto consapevoli, che distinguendo tra prodotto industriale e prodotto agricolo favoriscano quest’ultimo.

7. Noi saremo al fianco dei produttori che vorranno attivarsi in difesa di una produzione etica che sappia valorizzare il ruolo e il prodotto dell’olivicoltura italiana con le sue molteplici identità territoriali.

Per un confronto, leggi anche Il manifesto del Risorgimento dell'olio  italiano

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