Codice Oleario

L’olivo sospeso

Non è un museo come tanti altri. A Seggiano, in provincia di Grosseto, vi è una nuova visione, avveniristica, degli spazi museali. Una pianta affonda le proprie radici in una cisterna, alimentandosi in modo insolito. I segnali della sua attività “nervosa” sono registrati e tenuti sotto controllo. Il visitatore può conoscere perfino le emozioni più intime della pianta

Luigi Caricato

L’olivo sospeso

L’unicità del Museo dell’Olivastra e della Terra di Seggiano è data dal fatto che una pianta di olivo sia stata presa in considerazione in un’ottica nuova, considerando alcuni aspetti inediti, come per esempio le reazioni emotive e perfino la stessa “intelligenza” della pianta in risposta ad alcuni specifici stimoli.

Le piante, si sa, hanno un ciclo sonno/veglia come ce l’abbiamo noi umani. Possiedono anch’esse dei sistemi di comunicazione molto evoluti. Sono basati su circa 3.500 molecole che diffondono nell’ambiente.

Gli olivi, come il resto delle piante, esercitano addiritura un sistema di strategie di difesa e attacco contro i propri simili e/o gli insetti e, addirittura, manifestano perfino cure parentali.

I segnali dell’attività “nervosa” delle piante sono registrabili elettricamente. La cattura di tali segnali elettrici, la loro conversione e traduzione in una forma di rappresentazione accessibile a un pubblico vasto, ovvero il suono, è il tema centrale del museo.

Il visitatore viene accolto nel cisternone, una simbolica porta di accesso che è il vero cuore del museo. Si tratta di un volume murario di forma cilindrica, di datazione incerta, emerso dalla vecchia cinta urbana di Seggiano, lungo il versante sud est del centro storico.

All’interno, si possono notare dal soffitto le radici di un albero di Olivastra seggianese. Tali radici sono alimentate dal vapore acqueo che sale da una vasca circolare, posta a terra. Ci sono sensori che registrano i segnali elettrici, monitorando le radici quando l’albero interagisce con l’ambiente circostante, il vento, le temperature e ogni altra sollecitazione.

I segnali saranno a loro volta monitorati e trasposti artisticamente in forma di scrittura. Tale scrittura a sua volta viene interpretata come fosse una partitura musicale. Tutto si basa sui suoni. Dopo questa prima esperienza sotterranea, il visitatore risalendo verso l’esterno trova, si trova sulla soprastante piazzetta, osservando il tronco e la chioma dell’olivo, e, a tutta vista, la bellezza estatica degli uliveti posti tutt’intorno.

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