Olio Officina Festival

Non basta dire olio

Dire, tante volte e all'infinito, "dobbiamo dare valore all'olio extra vergine di oliva nei ristoranti" non basta, non è sufficiente. Occorre fornire esempi concreti di come si possa fare. Ed ecco quanto ha riferito il brand manager di Carapelli FirenzeGiacomo Bruni, nell'ambito della seconda edizione del Forum Olio & Ristorazione, raccontando dell'esperienza vincente del temporary restaurant “il Carapelli”. (Settima puntata. Continua)

Maria Carla Squeo

Non basta dire olio

Proseguiamo il lungo racconto della giornata di studio e approfondimento dello scorso 27 maggio a Milano,, relativamente alla seconda edizione del Forum Olio & Ristorazione, organizzata da Olio Officina. 

Utile, e altrettanto prezioso, è stato l’intervento di Giacomo Bruni, brand manager di Carapelli Firenze, nel presentare l’esperienza originale e unica de il Carapelli, il temporary restaurant che per dieci giorni è stato operativo a Milano. 

Giacomo Bruni

“Si tratta - ha affermato Giacomo Bruni - di un progetto nato per cercare di valorizzare l’olio, che è stato un buon motivo per soffermarci sull’intera gamma della nostra azienda, legando così l’olio strettamente alla cucina, perché è proprio in relazione ai vari possibili impieghi che è possibile poter valorizzare una materia prima così importante qual è l'olio extra vergine di oliva, facendola di conseguenza conoscere e apprezzare nelle sue molteplici espressioni, proprio operando direttamente sul campo, e in prima persona, là dove l’olio è essenziale". 

Lo storico marchio noto in tutto il mondo, Carapelli Firenze, che da oltre cento anni è presente con successo sul mercato internazionale, con questa iniziativa del temporary restaurant ha per certi versi spazzato tutti, pensando bene di promuovere l’olio extra vergine di oliva proprio aprendosi a coloro che oggi vengono definiti con un termine molto in voga food lover. Ovvero i protagonisti di una sorta di iniziazione che li ha portati a scoprire l’olio in relazione agli altri ingredienti, con uno sguardo nuovo. 

“Nel ristorante che abbiamo predisposto per l’occasione - ha precisato Bruni – è stato possibile far vivere a ciascuno dei presenti una esperienza unica, ovvero far diventare chef per un giorno, affiancati dalla professionalità di uno stimato professionista qual è Filippo Saporito, chef stella Michelin presso il ristorante La Leggenda dei Frati di Villa Bardini a Firenze". 

"L’esperienza del ristorante il Carapelli è stata molto efficace, proprio perché gli ospiti che hanno partecipato con grande curiosità e convinzione, hanno potuto non soltanto realizzare il sogno di cucinare per i propri amici la propria ricetta speciale, ma hanno acquisito nel contempo, direttamente e indirettamente, il valore dell’olio extra vergine di oliva in tutte le sue declinazioni”. 

Lo chef Filippo Saporito all'opera

Ecco cosa occorre fare per dare degli esempi guida, stabilire delle esperienze riproducibili da cui trarre ispirazione. È in questo modo che si può lasciare un segnale positivo e dar luogo a emulazioni.

Fine settima parte, continua.

La foto di apertura, come pure quelle interne sono di Gianfranco Maggio; a parte quelle della sezione "il Carapelli" e il ritratto dello chef Filippo Saporito, che invece sono di Carapelli Firenze.

LEGGI LA PRIMA PARTECosa è emerso al Forum Olio & Ristorazione

LEGGI LA SECONDA PARTE: L'olio di  parte quelle della sezioneintrattenimento

LEGGI LA TERZA PARTE: La ristorazione oliocentrica

LEGGI LA QUARTA PARTE: L'olio come oggetto di studio

LEGGI LA QUINTA PARTE: Il Garda Dop al ristorante

LEGGI LA SESTA PARTE: Più valore all'aceto

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