Olio Officina Festival

Ti vo(g)lio

Quanto olio c’è nella prima persona presente del verbo volere? Il mondo si fa per coiti, spasmi, attriti. Siamo ciò che di brulicante ci abita e circonda: molecole in movimento. L’opera di Paolo Dolzan - esposta alla mostra “Eros nel chiostro”, a Olio Officina Festival 2015 – apre a molte interpretazioni

Nicola Dal Falco

Ti vo(g)lio

La lettera tra parentesi conferisce al titolo dell’opera un pizzico di sarcasmo e di verità. Quanto olio c’è nella prima persona presente del verbo volere? Abbastanza per rischiare di far scivolare l’impeto in un languido, baronale, snobissimo, zoppicante volio. Tutto dipende dalla g, dal suo profilo che ricorda un viticchio, abbarbicato alla consonante successiva (l) e alle due ultime vocali (io).
La lettera v annuncia un colpo, l’o il bersaglio, la g ci mette lo slancio, la l l’accompagna e io… raccoglie i frutti.

Specchio dell’opera di Dolzan è quell’io a cui tutto fa capo e ritorna. Se non ci fosse, vivremmo istanti eterni e uguali. Lui, invece, carica d’identità e imprevisti l’atto di esistere.

All’artista non interessa Eros, nelle sue declinazioni mitologiche o psicologiche, ma la volontà di potenza, il ratto divino, che ne deriva, si. Una mente erotizzata, succube del desiderio, imbullonata nel volere certe cose, nel reclamare attenzione e immediate risposte, prende forme oggettivamente mostruose.

Il mondo si fa per coiti, spasmi, attriti. Siamo ciò che di brulicante ci abita e circonda: molecole in movimento. E la catena dei desideri sembra incarnarsi in un mondo trans-vegetale, insetti forme dove lo sguardo sigilla la presa.

Così almeno lo intende Dolzan che fuori da ogni Arcadia e coltura dei buoni sentimenti, dispiega sul foglio un sogno alla Bosch, prolifico di incessanti mutamenti. Anzi più che di un sogno dovremmo parlare di un’istantanea che, in una posa lunghissima, abbia rivelato il corteo di presenze, celate nei nodi di un tronco, sul filo dell’orizzonte, tra le macchie del fogliame.

CHI E’ PAOLO DOLZAN. Nasce a Mezzolombardo (TN) nel 1974. Nel 1998 si diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 1993 avvia regolare carriera espositiva partecipando, ad oggi, ad oltre centocinquanta esposizioni collettive e personali, in Italia e all’estero. Nel 2004 fonda la Galleria Spazio27 a Trento. Dal 2008 collabora con l’Accademia di Belle Arti di Venezia con interventi e conferenze, Coopera con artisti italiani e stranieri alla creazione di eventi culturali. Vive e lavora a Stenico (TN). 

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L’immagine d’apertura è di Paolo Dolzan, Ti vo(g)lio, cm 210 x 200, sei matrici, 2014

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