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L’idea secondo cui gli italiani devono consumare a km zero mentre gli stranieri devono consumare italiano a km10mila forse non salverà il pianeta, ma di sicuro fa bene a Coldiretti

Luciano Capone

L’idea secondo cui gli italiani devono consumare a km zero mentre gli stranieri devono consumare italiano a km10mila forse non salverà il pianeta, ma di sicuro fa bene a Coldiretti. Ed è la stessa logica che c’è dietro i comunicati della confederazione di Moncalvo sull’olio d’oliva: “Coldiretti, Italia invasa da olio tunisino, +734% nel 2015”, è il titolo di un altro allarmante comunicato sull’”invasione” dell’olio tunisino che ruba il lavoro a quello italiano: la Coldiretti vorrebbe i respingimenti, niente importazioni. Bella la logica economica della Coldiretti che in un altro dei suoi comunicati esulta per i risultati positivi dell’olio d’oliva italiano sui mercati esteri, “Coldiretti, olio d’oliva sale a 3 mld, la metà da export”: “L’aumento costante del consumo di olio di oliva che nel mondo ha fatto un balzo del 50 per cento negli ultimi 20 anni apre grandi opportunità che il Made in Italy deve saper cogliere”. Quindi, ancora una volta, no alle importazioni e sì alle esportazioni.

Luciano Capone in un articolo su "Strade"

 

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