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La pasta è italiana, grazie alle mani dei pastai. Pensiamo sia venuto il momento di smetterla di demonizzare l’industria alimentare italiana

Luigi Franchi

(...) Ẻ recente la polemica sul grano duro importato dall’estero che non fa bene alla salute e non è controllato, scatenata da un’associazione di categoria, e puntualmente smentita dai fatti.
Polemiche che non aiutano certo nella definizione di qualità che invece, sarebbe ora, non si misurasse sul concetto del piccolo è bello o sui sapori di un tempo.
Il piccolo, molto spesso, non è in grado di sfamare un mercato ampio, non è in grado di sostenere e finanziare attività di ricerca verso una sicurezza alimentare sempre più avvertita. Non si può basare una politica dei consumi solo sui sapori di un tempo; i sapori di un tempo molto spesso corrispondevano al gusto della fame e della mortalità per malnutrizione.
Pensiamo sia venuto il momento di smetterla di demonizzare l’industria alimentare italiana, a cui comunque tutti fanno riferimento – cuochi e consumatori – portando il livello del confronto sul piano della qualità, definendone i parametri sulla base di dati oggettivi legati al benessere delle persone e non alle dimensioni aziendali. (...)

Luigi Franchi in un articolo apparso su sala&cucina ("La pasta è italiana, grazie alle mani dei pastai"), che si può leggere integralmente QUI

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