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Mi auguro che Renzi non ceda al ricatto (di Coldiretti) e non regali i soldi dei contribuenti

Alfonso Pascale

Vi ricordate di Sergio Marini? Quello che appariva un giorno sì e un giorno no in televisione quando era presidente della Coldiretti? Si dimise giusto un anno fa appena seppe che il Parlamento gli negava i 500 milioni pretesi per presunti servizi prestati dalla defunta Federconsorzi negli anni cinquanta e sessanta. E strappandosi le vesti, minacciò di fondare un partito. Non è trascorso nemmeno un anno e Marini ha annunciato che realizzerà il suo intento insieme al suo amico Passera che, da ministro, non fece in tempo a dirottare il "bottino" federconsortile a Palazzo Rospigliosi. Mentre il Parlamento discute la nuova legge di stabilità e il TG1 pubblicizza quotidianamente le bandiere gialle della Coldiretti, i due tornano alla carica per annunciare la nascita del "partito della gente". Mi auguro che Renzi non ceda al ricatto e non regali i soldi dei contribuenti all'organizzazione agricola. Anche Paolo Bonomi, quando la dc non obbediva ai suoi ordini, minacciava liste autonome di coltivatori diretti. Ma Moro non si fece ricattare e per tutta risposta promosse Giovanni Marcora al dicastero dell'agricoltura, il dc più distante dalla "bonomiana" che si rivelò il miglior ministro agricolo in età repubblicana. Renzi saprà fare altrettanto?

Alfonso Pascale

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