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Non è piacevole essere nel mirino degli inquirenti, subire interrogatori ed assistere alla requisizione degli hard disks

Giovanni Paolo Martelli

(...) la magistratura che ha aperto un’indagine per “diffusione di malattia delle piante” (Articolo 500 del Codice penale). L’indagine è in pieno sviluppo e coloro che ne sono oggetto (docenti universitari e ricercatori del Cnr) la vivono con disagio. Non è piacevole essere nel mirino degli inquirenti pur non essendo formalmente indagati, subire interrogatori ed assistere (4 maggio) alla requisizione o all’accecamento per asportazione degli “hard disks” di molti (16 o giù di lì) dei nostri computer a caccia probabilmente di una qualche prova di colpevolezza.

Ma più della nostra situazione personale, ciò che è rilevante per l’opinione pubblica è che quest’indagine di fatto accusa della diffusione della Xylella e dei guai che ne derivano proprio chi l’ha individuata, studiata e che, con grandi sforzi, sta cercando di bloccarla e combatterla. Oltre a essere un monumento all’incongruenza, tutto ciò lo denunciamo come un palese attacco alla ricerca e al metodo scientifico sulla base di dietrologie, pregiudizi e superstizioni. Si tratta di una mentalità mai scomparsa dal nostro felice paese, anzi sorprendentemente viva. Per questo è forse il caso che la comunità scientifica faccia sentire la propria voce e difenda le ragioni della sua stessa esistenza.(...)

Giovanni Paolo Martelli - professore Emerito di Patologia Vegetale all’Università Aldo Moro di Bari, in un articolo apparso sul quotidiano Il Foglio il 14 Maggio 2015

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