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Non facciamo le verginelle, la questione alimentare del "made in" è molto complicata

Nicola Porro

(...) c'e' chi vorrebbe il «made in» al 100 per cento sull'intera filiera. E chi più realisticamente ritiene che non avendo materie prime a sufficienza, la trasformazione e gran parte della produzione fatta in Italia siano sufficienti. Potremmo parlarne per ore. Ogni comparto dell'agroalimentare inoltre fa storia a sé. I vini francesi venivano fatti con i tagli pugliesi o l'olio sounding toscano con quello comprato ad Andria. Insomma non diciamo che la questione sia di poco conto e che non ci siano ragioni reciproche, ma affermiamo che con le pagliacciate in piazza o atteggiamenti talebani si risolve poco. (...)

 

Nicola Porro in un articolo apparso sul quotidiano "il Giornale" sabato 7 marzo 2013, a proposito del ministro Nunzia De Girolamo, la quale, indossando la casacca Coldiretti, e' scende in piazza a protestare in difesa del made in Italy, insieme con la nota organizzazione agricola.

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