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Unica preoccupazione: un marchingegno giuridico per dirottare 400 milioni di euro alla Coldiretti

Alfonso Pascale

(...) E così, senza battere ciglio, si rimuove dalla memoria collettiva del Paese un crac da 6 mila miliardi di lire avvenuto vent’anni prima; una grande abbuffata a cui avevano partecipato imprenditori, finanzieri e trafficanti d’ogni risma per acquistare a pochi soldi le aziende, il patrimonio fondiario ed edilizio della Federazione. Non si considera quel crollo un colpevole indebolimento dell’intera agricoltura italiana. Era venuto meno, infatti, un patrimonio imponente di strumenti economici, la cui mancanza negli anni decisivi della progressiva apertura dei mercati aveva privato il settore primario nazionale di una parte rilevante delle strutture organizzative necessarie per competere, con minori rischi e più opportunità, con altri Paesi meglio attrezzati del nostro.
L’unica preoccupazione diventa quella di trovare un marchingegno giuridico – da inserire in un qualsiasi provvedimento di legge - per dirottare 400 milioni di euro alla Coldiretti. La quale vanta quel credito – maturato a seguito di un cinquantennio di opachi rapporti tra la Federconsorzi e lo Stato - per conto di una manciata di consorzi agrari sopravvissuti al disastro finanziario della casa madre e pervicacemente risparmiati ad una riforma che li avrebbe dovuto ricondurli alla forma cooperativa, eliminando una specialità ormai priva di senso. (...)

Alfonso Pascale in un articolo pubblicato il 17 ottobre su Agrarian Sciences, che si può leggere integralmente QUI

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