Olivo Matto

C’è qualcosa da fare, sì, ma cosa, e come?

Luigi Caricato

Riportiamo integralmente l'editoriale apparsp sul numero 24 di Oliocentrico, edito da Olio Officina. Buona lettura.

Tutti abbiamo sentito questa affermazione - “c’è qualcosa da fare” – trovandoci dinanzi a tantissime situazioni avverse, oppure quando si è costretti ad affrontare le molteplici complessità della vita, tanto più oggi che sperimentiamo in modo concreto e tangibile le molte difficoltà dovute all’emergenza sanitaria, che non sono affatto trascurabili.

Così, per restare solo nell’ambito circoscritto del settore olivicolo e oleario, non mancano certo le occasioni per evidenziare il disagio che il settore vive da decenni. Anche se in effetti questo disagio riguarda anche altri settori dell’economia, perché quando un Paese percorre una china discendente, come è il caso dell’Italia, nessun settore può ritenersi escluso. Ma non voglio dilungarmi molto, ora, su questi aspetti che tutti già conoscono. Preferisco optare per la seconda parte del mio assunto: “sì, ma cosa, e come?”. Sta proprio qui il punto.

Spesso si resta nella genericità delle affermazioni, lamentando quel che non va e non funziona, ma poi ci si ferma alla lagna. E quando si pensa di aver fatto molti passi in avanti in realtà ci si rende conto di aver solo speso del tempo per formulare ipotesi, comunicare possibili soluzioni, esprimere desideri e (quasi, a volte) sognare.

Il punto invece è: cosa dobbiamo fare, e come farlo. E qual è la distanza che intercorre tra l’aver individuato il “cosa” e il “come” e il mettere in atto quel che abbiamo pianificato.

Ora, a questo punto, per non farla troppo lunga, vi dico io come sono abituato a procedere. Subito dopo l’estate avevo pianificato l’uscita di una straordinaria pubblicazione editoriale: Il Grande Libro dell’Olio. Guida ragionevole ai migliori extra vergini del mondo in commercio, in distribuzione proprio in questi giorni nelle librerie fisiche per conto di Unicopli, l’agenzia che si occupa di questo per conto di Olio Officina, ma già presente nelle librerie on line e direttamente dall’editore Olio Officina.

Cos’è Il Grande Libro dell’Olio. Si tratta di un volume di 496 pagine in cui si compendia (senza essere un volume e nemmeno un manuale, né questo né quello) tutto il sapere dell’olivicoltura e dell’olio, al solo scopo di affrontare una materia complessa in modo alternativo, e direi, con un termine tanto attuale, in modo visual, con tante infografiche, mappe sensoriali e geografiche, schemi riassuntivi, illustrazioni e testi brevi, quel che c’è da sapere per semplificare la comunicazione intorno a una materia prima come l’olio extra vergine di oliva. E, in una sezione molto ampia del libro, vengono anche riportate le aziende con i loro oli selezionati da ben sei giurie.

Qualcuno potrà dire: tutto qui? Sì, e non è poco - aggiungo. Visto che è il primo libro al mondo con una simile impostazione. E poi, c’è anche dell’altro. Sono così tante le iniziative che Olio Officina mette in atto che a volte sembra mancare il tempo per realizzarle, ma poi, come per incanto, tutto si svolge e si realizza, pur se a volte con tempi dilatati. Come nel caso di questo numero doppio, settembre/ottobre, di Oliocentrico. Che non doveva comprendere due mesi, ma non ce l’abbiamo fatta a rispettare i tempi. Usciremo in compenso con un numero in più, per pareggiare.

È vero, mettiamo troppa carne al fuoco, per usare un modo di dire ricorrente. Abbiamo in effetti terminato l’11 ottobre la seconda parte (in presenza, a Milano) del Forum Olio & Ristorazione, e ora ci apprestiamo a vivere cinque giorni di un’altra iniziativa, sempre a Milano, questa volta in fiera (Pad. 7, stand V39 Z40), in contemporanea con Tutto Food, noi saremo presenti a Host (insieme con la Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi) con un nostro spazio, nel quale vivere l’evento itinerante che di anno in anno si svolge di luogo in luogo in diverse località italiane e che abbiamo denominato Olio Officina Anteprima, e dove annunciamo e presentiamo la undicesima edizione di Olio Officina Festival (dal 10 al 12 febbraio 2022, al Palazzo delle Stelline), con tema “L’olio della bellezza”.

Qualcuno continuerà a dire: tutto qui? Già, tutto qui, ma c’è molto altro ancora. Come potete notare, anche se siamo una minuscola realtà, siamo molto attivi. Passare da “c’è qualcosa da fare” a “cosa” e “come” ci vuole tanta determinazione e tenacia. Quel che forse è mancato a questo Paese, e al settore olivicolo e oleario in particolare - ma lo stesso vale per molti altri settori - è la voglia di agire: è l’intraprendenza.

Non è forse arrivato il tempo di darsi da fare e di mettersi all’opera? Olio Officina per esempio ha in programmazione diverse uscite editoriali, tra libri e riviste, coraggiosamente in edizioni cartacee; abbiamo già avviato la nona edizione del concorso di design “Le Forme dell’Olio”, e tra poco lanceremo la terza edizione del contest sulla qualità degli extra vergini, il Milan International Olive Oil Award. E molto altro ancora abbiamo in cantiere. Basta seguirci iscrivendosi alla newletter per essere costantemente informati.

Troppa carne al fuoco? Ma certamente! Sì, tanta carne al fuoco. Purché non sia tutto fumo, ogni cosa fatta è benvenuta.

Ecco, quel che manca oggi su più fronti, quando si sente pronunciare con indolenza la frase “c’è qualcosa da fare”, è proprio (prima ancora che il “cosa” e il “come”) il fare.

Occorre fare, agire, muoversi. E farlo bene, con una progettualità e senza improvvisazione. Noi facciamo la nostra parte.

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