Olivo Matto

Ci vorrebbe un progetto Magis per l’olio da olive

Luigi Caricato

Ci vorrebbe un progetto Magis per l’olio da olive

La strada verso un extra vergine sostenibile è un percorso praticabile, anche se impervio, vista la struttura malferma e incerta del comparto oleario. Tempo fa ne avevo parlato con i dirigenti di Bayer CropScience. L’idea non era affatto peregrina. Infatti: perché non estendere anche al comparto dell’olio ciò che sta avvenendo – direi con successo, visti i risultati – nel mondo del vino? Nel corso del Vinitaly si è materializzata l’occasione di degustare i primi vini sostenibili. Quest’anno, in particolare, saranno venti le aziende vinicole aderenti al progetto Magis che riceveranno la certificazione. In tal modo l’espressione sostenibilità, oggi tanto in voga, non resterà più confinata nel semplice suono, pur evocativo, di una parola suggestiva, ma sarà qualcosa di ben più tangibile e verificabile. Magis – si legge tra l’altro nel documento informativo di presentazione – è una parola latina che vuol dire “di più”, ovvero: “sempre meglio”. Secondo tale logica, ogni azienda potrà disporre delle migliori conoscenze e dei migliori tecnici in circolazione. Nessuno si sentirà solo. C’è a disposizione una nutrita squadra di bravi e preparati tecnici in ogni angolo d’Italia, sensibili e operosi al pari delle ostetriche, impegnati con la medesima cura e dedizione. Il professor Attilio Scienza, presidente del comitato tecnico-scientifico di Magis, è stato convincente nel presentare il quadro della realtà. Negli anni di sperimentazione le aziende aderenti hanno ridotto in media del 9 per cento l’impiego di agrofarmaci, mentre di oltre il 30 per cento il ricorso ai fertilizzanti, registrando inoltre risparmi di acqua ed energia consistenti, oltre ad abbattimenti di costi di gestione. Saranno pronte per un passo analogo le aziende dell’olio? Bella domanda.

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