Olivo Matto

Cosa accade nei ristoranti

Luigi Caricato

Accade di tutto e di più. C’è un conflitto perenne tra produttori d’olio e ristoratori, un conflitto che dura da sempre. I primi si lamentano che vi siano ancora le oliere sui tavoli, nonostante una legge italiana del 2006 ancora in vigore. Ma ci si lamenta anche d’altro. Sì, perché nonostante alcuni ristoratori abbiano optato per le bottiglie, in realtà non cambia nulla, visto che i ristoratori rabboccano le bottiglie con chissà quale olio.

Non tutti, per fortuna, ma è un malcostume che resiste e che è difficile da superare, sia perché c’è l’avventore del locale che non dice nulla e non si lamenta, sia perché il ristoratore fa spallucce e nessuno tra gli organismi di controllo commina sanzioni per tali gravi trasgressioni. Ed è incredibile, visto che oggi si arriva a rifiutare senza alcuna incertezza una bottiglia di vino appena aperta perché sa di tappo – per un incidente di percorso che d’altra parte può capitare e non inficia il buon lavoro degli operatori – ma non ci si lamenta mai con i ristoratori, stranamente, se invece l’olio si percepisce ossidato o, peggio, rancido.

Il guaio, in tutto ciò, è che gli chef, che dovrebbero essere al di sopra delle parti, rispetto al ristoratore, in questi casi non fanno nulla, o comunque fanno finta di niente. Anche ciò, va detto, ed è grave. Che senso ha, d’altra parte, acquistare materie prime costosissime per poi ripiegare su oli difettati?
E’ un assurdo che la mente umana non può capire né giustificare e che, tuttavia, si verifica di frequente, con grande dispiacere di noi tutti.

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