Olivo Matto

Dialogo tra persone coscienziose intorno all’olio

Luigi Caricato

Dialogo tra persone coscienziose intorno all’olio

Facebook è uno strumento formidabile. Questa mattina c’è stato un proficuo scambio di punti di vista tra me e Massimo Occhinegro. Si tratta di un dialogo destinato a proseguire nel tempo, perché ci sono temi sui quali è bene sempre trovarsi pronti. Uno tra i temi più ricorrenti rigaurda la saccenza, e strafottenza, di taluni presunti cultori dell’olio extra vergine di oliva, in realtà pessimi soggetti che non conoscono e nemmeno amano l’olio. Leggete qui di seguito.

Massimo Occhinegro > C’è una tendenza al “purismo” nel settore dell’olio di oliva che ha tutta l’aria di essere una grande ipocrisia che regna purtroppo sovrana in ogni ambito. In tale modo ci si fossilizza sull’olio extra vergine di oliva, creando leggi assurde, contraddittorie, strampalate che fanno solo il male del comparto. Ci si dimentica che esistono (contrariamente con quanto avviene col vino al quale spesso erroneamente si equiparano le strategie per carenza di idee) altre due tipologie di olio che hanno importanti valori nutrizionali , l’olio di oliva e l’olio di sansa di oliva. Perché hanno importanti valori nutrizionali ? Entrambi hanno un elevata percentuale di grassi buoni chiamati in inglese MUFA , in italiano, acidi grassi monoinsaturi. Ciò li contraddistingue da tutti gli altri oli vegetali tra cui gli oli di semi , largamente usati dalle famiglie di tutto il mondo in una percentuale bulgara 96% ma che non hanno le medesime caratteristiche. C’è gente (i puristi) appunto che osteggiano gli altri oli di oliva preferendoli a prodotti che dal punto di vista salutistico sono nettamente inferiori. Preferiscono addirittura che si importino o preferiscono che si faccia deforestazione (per l’olio di palma) pur di non accettare l’uso di un olio superiore e autoctono. C’è chi addirittura consiglia di utilizzare l’olio di sansa per energia, come se la gente, sempre più povera , si nutrisse di energia anziché di grassi. Forse pensano ad una evoluzione tecnologica della specie umana. Chissà. In tutto questo manifestano tutta la loro ipocrisia e tutta la loro ignoranza. Evviva tutto l’olio di oliva ed abbasso i detrattori e i puristi ipocriti ed ignoranti.

Luigi Caricato > Più che puristi dell’extra vergine io li chiamerei gli ottusi dell’extra vergine, persone tutt’altro che “vergini” e dal pensiero barcollante, senza tessuto storico. Meglio dire forse che si tratti di veri parvenu dell’olio, più che di cultori dell’olio extra vergine di oliva. Si sono nutriti per decenni di olio lampante e ora che vedono finalmente la luce dimenticano la composita natura degli oli da olive, la straordinaria e vincente stratificazione qualitativa che ne rende preziosa e variegata la categoria commerciale, fino a distinguersi in quattro differenti classi merceologiche. Solo chi non ha cultura non capisce, o finge di non comprendere. Ma, sai, Massimo, di ignoranti e saccenti che si ritengono maestri ne è pieno il mondo, e debbo dire che l’Italia in questi casi primeggia.

Insomma, per dirla con estrema franchezza: un po’ di sana polemica non guasta. E’ bene fare una seria riflessione intorno all’olio, anziché consentire, attraverso il silenzio, che in molti sprofondino nei fanatismi. L’olio per tutti, ovunque – è questa la mia linea di pensiero.

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