Olivo Matto

Il sogno di una Calabria che volta pagina

Luigi Caricato

Il sogno di una Calabria che volta pagina

Si trova ai piedi dell’Aspromonte, l’azienda Olearia Mamerto. A Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria. Dieci ettari olivetati, in gran parte alberi Ottobratica, e la restante parte, il dieci per cento, olivi della varietà Sinopolese. L’olio merita. Anzi: gli oli. Il monocultivar Ottobratica e il blend Ottobratica e Sinopolese. Sono extra vergini frutto di un attento lavoro. Carmine Bonarrigo può esserne fiero. Intanto ha la consapevolezza che la qualità non sempre coincide con le abitudini del passato. Le piante devono rispondere alle esigenze della qualità, non della quantità. Meno olive, più olio buono. Occorre un atto di discontinuità. “Originariamente vi erano piante molto sviluppate, capaci di raggiungere anche i 17 metri di altezza”. Il fascino dell’altezza non è sufficiente, così – mi confida l’olivicoltore Bonarrigo – circa sei anni fa abbiamo deciso di compiere la grande svolta: una parte degli alberi è stata totalmente estirpata, e si è proceduto con nuove piantagioni; mentre la restante parte delle piante ha subìto una energica potatura, portando gli alberi a un’altezza di quattro metri”. Il resto è stata una continua attenzione alle pratiche agronomiche e colturali, senza trascurare le fasi dell’estrazione e della conservazione.

“Il nostro sogno – mi scrive Bonarrigo in una dettagliata lettera in accompagnamento ai campioni d’olio – è di sfatare il mito negativo della mediocrità dell’olio calabrese”.

Ci sarà risucito? Io direi proprio di sì. C’è ancora molto da lavorare, perché un produttore non può mai sedersi sugli allori. Ogni anno è sempre una nuova sfida, con continue e inevitabili sperimentazioni, ma anche tanta voglia di stupire. Di sicuro nei due oli degustati oltre alla evidente passione c’è pure una professionalità altrettanto manifesta e innegabile.

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