Olivo Matto

L'intolleranza, l'arroganza, la strafottenza

Luigi Caricato

Brigliadori, si chiama così. E' una vegana, e un tempo faceva spettacolo, oggi da' invece spettacolo di sè. Ospite al «Maurizio Costanzo Show» urla e scalpita, mancando di rispetto a uno studioso che la pensa diversamente da lei su questioni delicate per le quali non valgono certo le opinioni di chicchessia o la capacità di convincere e imporre le proprie scelte.

Oggi sembra che basti il solo aderire al veganesimo per sentirsi diversi dagli altri, se non perfino migliori degli altri, fino a sentirsi in dovere di criticare liberamente, e anche pesantemente, con modi burberi, primitivi e offensivi, gli scienziati. A che serve d'altra parte studiare, se tutti possono sentirsi all'altezza nell'affrontare argomenti molto complessi? Basta forse diventare famosi per far pesare la propria opinione e imporsi su chi ha studiato ed è esperto della materia.

La Brigliadori per dare forza alle sue tesi si affida perfino a Dio. "La Bibbia - ha detto la soubrette - dice che ci sarà un giorno in cui si capirà cosa hanno fatto gli scienziati di noi". Mi chiedo allora due cose, due soltanto.

La prima: perché molti miei colleghi giornalisti insistono nell'invitare persone famose che non hanno mai studiato e pur non avendo competenze specifiche disquisiscono con disinvoltura e arroganza su argomenti complessi come fossero grandi saggi con il dono della scienza infusa?

La seconda: perché i vegani sono così aggressivi, così intolleranti, così violenti da far perfino paura ad averli al proprio fianco? Non sarà mica una questione di dieta? Forse, chissà, rinunciando alla carne il loro organismo reagisce inconsapevolmente scatenando degli incontrollabili scatti d'ira? Non è una tesi improbabile.

Ciò che intanto risulta incomprensibile, è che i vegani tendenzialmente non tollerino che altri decidano lberamente di che nutrirsi. Sta qui la grande debolezza dei vegani: l'intolleranza, l'arroganza, la strafottenza

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