Olivo Matto

La cultivar Sbresa nel bergamasco. Quasi una caccia al tesoro

Luigi Caricato

La cultivar Sbresa nel bergamasco. Quasi una caccia al tesoro

Non lo sapevate? Anche in provincia di Bergamo esiste una olivicoltura. A comunicarcelo sono gli autori di un libro pregevole, davvero utile e prezioso per chi voglia saperne di più. Il titolo è esplicito: Olivicoltura in provincia di Bergamo. Il sottotitolo ancora più connotante: Storia, tecnica e futuro di una coltura di frontiera. Gli autori: Marco Antonucci, architetto, giornalista e assaggiatore professionale d’olio; e Paolo Oscar, storico del territorio e architetto anch’egli, con all’attivo una serie di ricerche sulle trasformazioni territoriali tra Otto e Novecento.

“La presenza dell’olivo – si legge – è in dodici comuni storici del bergamasco, la quasi totalità dei quali è disposta sulla sponda occidentale del Lago d’Iseo, mentre un solo comune – Vercurago – è collocato sul Lago di Garlate, e due all’inizio della Valcamonica. L’olivicoltura vera e propria (in coltura specializzata o consociata) era tuttavia praticata solo negli otto comuni, tutti rivieraschi, di Castro, Predore, Sarnico, Tavernola, Riva di Solto, Zorzino (Riva di Solto), Parzanica e Vercurago. In tutti gli altri (Lovere, Volpino Costa Inferiore, Castello con S. Vigilio e Rogno con Monti) era presente solo come pianta sparsa”.

Il libro, esaustivo e ben dettagliato, apre uno sguardo retrospettivo ed uno aperto al futuro. Ciò che manca, è la degustazione di questi oli. Invito dunque ufficialmente gli autori a presentare il libro, con gli oli al seguito, nel corso della prossima edizione di Olio Officina Food Festival che si terrà a Milano il prossimo gennaio.

Sono curioso di degustare in particolare l’olio ricavato dalla cultivar autoctona Sbresa, di cui sono attualmente censite circa 600-700 piante provenienti dal ceppo originale. All’assaggio – si lege nel libro – l’olio ha note fruttate verdi di media intensità, con sensazioni mandorlate e una percezione mediamente amara e piccante.

Il libro può essere ritirato gratuitamente presso la Provincia di Bergamo, settore Agricoltura, via Calvi 10, Bergamo.

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