Olivo Matto

La nuda terra

Luigi Caricato

La nuda terra

Oggi giornata interamente trascorsa in campagna. Io vi riporto qui, a beneficio dei vostri occhi, l’immagine del suolo così come mi è apparsa alla vista. Nessuna pianta si scorge, solo erba spontanea, ma le piante coltivate si trovano in realtà poco distanti, nello spazio di pochi metri. Oggi, perciò, dedico questo post in omaggio alla nuda terra. Dietro, sappiate, vi è lo sforzo quotidiano degli agricoltori. E’ facile dire olio senza sapere quanta pazienza, sapienza e fatica vi siano dietro all’atto del produrre. E’ necessario saperlo, in modo da portare maggiore rispetto verso chi lavora, onorandolo sia con un’equa remunerazione, sia con le parole giuste. In giro, ahinoi, ci sono invece troppi lestofanti che parlano e scrivono di olio e cibo a vanvera, senza sapere nulla, auto eleggendosi perfino al ruolo di esperti solo per trarre profitto raccontando frottole e pavoneggiandosi su una presunta difesa degli olivicoltori.

State in guardia, non fatevi incantare dai furbi. Oggi intanto io mi sento offeso, per via di un imbecille che in un articolo apparso su una rivista dal passato prestigioso e dal futuro inconsistente, ha scritto con disprezzo di un produttore ligure giudicando con troppa superficialità, con difetto di riscaldo, l’olio, cosa impossibile conoscendo la passione e la dedizione del produttore.

Diffidate, dunque, diffidate dei tanti impostori pronti a salire sul carro dell’olio dopo aver già depredato il mondo del vino e nondimeno quello di altre produzioni alimentari.

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