Olivo Matto

Leggi e burocrazia stanno ammazzando l’olio di oliva

Luigi Caricato

Leggi e burocrazia stanno ammazzando l’olio di oliva

Resto ogni volta sorpreso dalla spudoratezza di chi si contraddice senza alcun ritegno. In Italia è una prassi ormai consolidata. Così, nella grande bolgia del nostro Paese, accade come sempre l’inverosimile. Coloro che scatenano attraverso le proprie azioni le peggiori conseguenze, sono incredibilmente i primi a lamentarsene – ma è solo per pura strategia. Da una parte si agitano scompostamente, inventandosi problemi che non esistono. Poi si affrettano a trovare nemici cui far ricadere la colpa dei propri disastri e fallimenti. Quindi c’è la caccia a individuare il capro espiatorio. Il bersaglio è piuttosto facile: basta colpire gli altri. Non contenti, questa gente così brava nel creare disastri, approfitta delle proprie entrature, oltre che delle cospicue e generose elargizioni pubbliche, appropriandosi dei meccanismi del potere e arruolando a man bassa politici di piccola taglia in modo da introdurre nuove leggi e creare ulteriore burocrazia. Il meccanismo è piuttosto semplice: si dichiara guerra a un nemico (che può essere una persona fisica, una società, un sodalizio o perfino un’idea diversa dalla propria) e lo si copre di insulti. Quindi si trova subito la soluzione di ogni male, mettendo in campo leggi restrittive ma di dubbia efficacia proprio perché frutto dell’improvvisazione e della fretta. Risultato: il distastro più totale. Basta rendersi conto di ciò che di aberrante è avvenuto per esempio con la stoltissima legge “Salva olio italiano”, bocciata da Bruxelles. Questa pessima legge, redatta da soggetti che si nascondono dietro l’anonimato in modo da poter dire un domani “io non ho responsabilità”, anziché sollevare i produttori e liberarli dalle difficoltà di un mercato complesso ma promettente, li mettono in ginocchio imponendo loro una burocrazia terrificante e antieconomica e per giunta anche inefficace nei risultati. Io? Io allargo le braccia. Da parte mia continuo a fare il possibile, ma non compio ancora miracoli. Ho fatto però la mia parte, e ne pago quotidianamente le conseguenze. Mi impegno ogni santo giorno nel muovere le mie battaglie quotidiane contro la burocrazia dilagante e soprattutto contro l’eccesso di legiferazione selvaggia. Ma serve a poco. Il potere ce l’hanno i medesimi soggetti che prima creano il danno e poi se ne lamentano. Tutto ciò, a ben osservare, lo ritengo frutto di una perversione pensata esclusivamente allo scopo di imporre il potere e far così miserabilmente soccombere chi invece la burocrazia la subisce sulla propria pelle. Penso che i meccanismi siano chiari a tutti. Non ci vuole una grande intelligenza. Si sappia però che il paradossale colpo di grazia nei confronti degli indifesi produttori viene inferto proprio da coloro che la burocrazia l’hanno creata allo scopo di mettere in ginocchio coloro che, solo a parole, dicono di voler aiutare. E’ pura strategia, questa: nulla accade per caso. Quando gli olivicoltori e i frantoiani si renderanno finalmente conto di ciò avviene a loro danno, spero si ristabilisca in essi il senso della dignità. Se non hanno il coraggio di prendere le debite distanze da coloro che per decenni depredano risorse economiche ed energie a un comparto che dovrebbe essere di successo dopo tanti sforzi individuali e collettivi, allora vorrà dire che si meritano anche di peggio.

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