Olivo Matto

Meno burocrazia per rendere felici i produttori d’olio

Luigi Caricato

Meno burocrazia per rendere felici i produttori d’olio

Alla fine lo ammette anche il mensile “Gambero Rosso”: è proprio un grande fallimento la scelta (insana) di burocratizzare il comparto olio di oliva. L’eccesso di leggi, pur pensate a difesa dei produttori, almeno a parole, in realtà si ritorce contro di loro, creando grande disagio e incremento dei costi di gestione, con un carico di lavoro che sfianca anche le aziende più strutturate. Io l’ho sempre sostenuto da anni, anzi da decenni. Stupisce tuttavia che una testata giornalistica che ha sposato in toto le tesi di un’associazione come Unaprol – realtà associativa che ha fondato la propria missione esplicitamente sulla burocrazia – si accorga solo ora che le aziende, per poter operare con serenità, abbiano bisogno soprattutto di concentrarsi sul lavoro più che sulle carte da sbrigare. Così, paradossalmente, da una parte si da’ voce alla via burocratica dell’olio, dall’altra ci si lamenta (ma solo a parole) della troppa burocrazia che affligge il mondo dell’olio. Ora, io dico: e, se anziché depredare le energie di un comparto senza più fiato per correre, si decidesse finalmente di lasciarlo operare in pace, non sarebbe una bella idea? Deunaprolizzare il mondo dell’olio sarebbe già un vantaggio utile per tutti. Sarebbe inoltre altrettanto utile che i giornali neofiti, quelli che iniziano a occuparsi solo ora d’olio, quando attingono alle idee altrui (la proposta di introdure una nuova e più semplice denominazione merceologica, il “succo di oliva”, è mia) riconoscano pubblicamente la paternità. Così, giusto per una forma di rispetto.

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