Olivo Matto

Messaggio alle persone di buona volontà

Luigi Caricato

Messaggio alle persone di buona volontà

Permettetemi di esprimere tutta la mia preoccupazione per lo stato della realtà in cui versa il mondo dell’olio. Non è così facile uscire dalla pozzanghera delle polemiche strumentali, montate ad arte in maniera virale da un’organizzazione di categoria che tutto vuole tranne il bene del Paese e del comparto oleario e agricolo in senso lato. Si è perfino affermato, negli ultimi mesi, che il 50 per cento degli extra vergini presenti sul mercato non sia nemmeno extra vergine. Una affermazione grave quanto insensata, purtroppo istituzionalmente mai punita né tanto meno smentita. In questa logica perversa delle continue accuse, si sta evitando di lavorare all’unità della filiera dell’olio. Anziché unire le forze, si pensa a dividerle. Anziché essere coesi, si tenta di separare i diversi protagonisti della scena. C’è più di qualcuno che già da diversi anni ha affermato che non vi sia una filiera dell’olio, ma addirittura due: quella dei buoni e quella dei cattivi. O meglio: una parte che si è autoproclamata buona, convinta di esserlo senza però mai giudicarsi, e l’altra, ignara di esserlo, che si ritrova dalla parte dei cattivi per giudizio altrui per di più prevenuto e parziale. Ebbene, pensare a una separazione tra i vari soggetti che compongono la filiera olio di oliva, equivale a dare un colpo mortale a una filiera che già non se la passa molto bene. Il clima d’odio e di separatismo che si sta tentando di imporre non giova a nessuno. Nella totale assenza di dialogo di chi si autoproclama essere parte buona e non cattiva, non sarà più facile poi ricostruire dopo aver distrutto. Io quest’oggi dedico il mio post a una riflessione che mi sembra urgente e non più procrastinabile. Occorre stare attenti, anche perché quando prende corpo la spirale dell’odio è difficile poi ricucire. Non c’è da essere ottimisti così come vanno oggi le cose. Si sta assistendo a una forma di imbarbarimento mai conosciuta prima, a una radicalizzazione delle posizioni che assomiglia molto a certi comportamenti talebani che lasciano stupefatti, tanto più perché manifestati in un periodo di grande crisi conomica e morale, in un momento storico di grande travaglio e così delicato da invitare tutti a essere più uniti. Il mio sogno è vedere piccole e medie imprese, unite anche con le grandi, percorrere una strada comune che porti a ridare valore all'intera gamma degli oli di oliva. C'è necessità di costruire una casa che accolga tutti, pur nelle differenze. Un'utopia, forse; ma non ci sono altre vie percorribili. Oltre a tale considerazioni, non ho altro da aggiungere, se non rivolgere un appello all’unità. Per quanto possa servire in un contesto in cui un confronto reale tra le parti non c’è mai stato.

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