Olivo Matto

Nei tarallini pugliesi la centralità dell’olio extra vergine di oliva

Luigi Caricato

Nei tarallini pugliesi la centralità dell’olio extra vergine di oliva

L’importanza della materia prima è centrale. Nei famosi e apprezzatissimi taralli pugliesi la presenza dell’olio è fondamentale. Nella ricetta deve necessariamente comparire il miglior olio ricavato dalle olive, anziché, genericamente, altri oli. Nemmeno l’olio di oliva o l’olio di sansa di oliva. Meglio l’extra vergine, magari da olive Ogliarola.

Dedico questo post odierno a Donato Caroppo, patron del Panificio Caroppo, il quale piange oggi la scomparsa di nonna Abbondanza. I funerali si svolgeranno proprio questo pomeriggio, a Specchia Gallone, in provincia di Lecce.

Caroppo è un artigiano che ha saputo impostare la propria azienda in maniera egregia. Lo so che questo pensiero è troppo privato, tanto più che non ho mai conosciuto la signora, ma è sempre bene ricordare anche le figure meno note, ma non per questo meno importanti, non solo sul piano strettamente affettivo.

LA RICETTA

Taralli pugliesi

Ingredienti

1 kg di farina 00

0,30 l di vino bianco

30 g di sale fino

0,25 kg di olio extra vergine di oliva

Preparazione

Impastare la farina, il vino, l’olio, il sale, fino a ottenere una pasta elastica e omogenea.

Lasciare riposare, coperta da un panno per 20 minuti in un luogo non freddo.

Portare a ebollizione dell’acqua in cui avrete aggiunto un cucchiaio di sale.

Formare i taralli ricavando dalla pasta dei bastoncini di circa un centimetro di diametro e di circa 8-10 centimetri di lunghezza, chiudendoli su se stessi e sovrapponendo le estremità e schiacciarli con il dito.

Si prendono una decina di taralli per volta, immergendoli nell’acqua bollente e ritirandoli appena salgono a galla.

Si sistemano su di un panno uno accanto all’altro, ad asciugare per qualche minuto.

Si versa l’olio nella teglia da forno, adagiando i taralli senza farli toccare l’uno con l’altro.

Si infornano a una temperatura di 200 °C, facendoli cuocere per circa 40 minuti.

L’OLIO

Beh! Trattandosi di taralli pugliesi, meglio un extra vergine dal fruttato medio armonico, amaro e piccante il giusto, ricavato magari da olive Ogliarola salentina in purezza.

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