Olivo Matto

Noi siamo fatti di parole

Luigi Caricato

In questo spazio riservato agli editoriali, riportiamo, a beneficio dei lettori della rivista telematica Olio Officina Magazine, l'editoriale a firma del Direttore, Luigi Caricato, apparso sul numero 7 dell'annuario Olio Officina Almanacco, di cui potete ammirare la copertina. Buona lettura 

La parola è la nostra cifra distintiva. Attraverso il ricorso alle parole, o comunque per il tramite di altri segni con i quali esprimiamo emozioni o pensieri, non possiamo far altro che comunicare ciò che siamo e desideriamo.

Più parole immagazziniamo, meglio è. 

Più parole acquisiamo nel corso della nostra vita, più la nostra storia diventa importante, lasciando segni concreti e tangibili di noi a tutti coloro che nasceranno dopo. 

È un dato di fatto. Ogni generazione lascia sempre di sé una propria traccia, consegnandola a quelle successive. 

Il linguaggio è sempre la chiave di lettura di un popolo, del territorio e dell’ambiente fisico e sociale in cui si vive.

Le parole mutano e all’occorrenza se ne inventano anche di nuove, proprio perché il nostro essere al mondo si sostanzia ogni volta di contenuti inediti e originali. 

Assorbendo i linguaggi degli altri, confrontandosi e relazionandosi con il mondo esterno, si assimila sempre una nuova chiave di lettura con la quale interpretare la propria epoca, indagando nel contempo quelle precedenti e, nondimeno, immaginando quelle future.

In quest’ordine di idee, tutto ciò che facciamo assume di conseguenza un valore e se questo valore riusciamo a comunicarlo bene e a trasmetterlo compiutamente ad altri, il vantaggio allora è di tutti. Proprio per questo, acquisendo qualcosa in più, ogni civiltà si perfeziona allorquando il proprio vocabolario si amplia, si rigenera e si rinnova. Senza il linguaggio, saremmo persi nel nulla.

Non ci sono tuttavia solo le parole espresse a voce o per iscritto. Ci sono anche i sensi, attraverso i quali comunichiamo. E così, a partire da questo numero 7 dell’annuario Olio Officina Almanacco, abbiamo deciso di sperimentare un nuovo approccio. Abbiamo subito immaginato l’idea di proporre un numero monografico dedicato ai territori. Siamo partiti con quella vasta, fascinosa e prospera geografia che abbraccia le tre sponde del lago di Garda: l’area bresciana, quella orientale che comprende i territori del veronese e del mantovano, fino a giungere in ultimo nell’estremità più a nord, lungo la sponda trentina del lago. Le nostre attenzioni si sono concentrate sulle parole, con il preciso obiettivo di valorizzare non soltanto il lago di Garda in sé, ma anche, se non soprattutto, il suo entroterra, con i suoi olivi, i frantoi, i tanti, tra donne e uomini, impegnati a rendere sempre più prestigioso e unico un territorio olivicolo d’elezione, con oli, di una delicatezza ed eleganza, che godono ormai di una fama internazionale sempre più riconosciuta e consolidata. 

Nel realizzare questo numero 7 dell’Almanacco, abbiamo individuato tante parole, che tra loro si intrecciano in continuazione dando luogo a molti altri vocaboli, di cui riporto qui le due parole chiave principali e fondanti. 

La prima, riconducibile al territorio: GARDA. 

La seconda, riconducibile invece a una materia prima che da sempre connota e contraddistingue il territorio in questione: OLIO. 

E, come è ben prevedibile, ne esiste anche una terza, di espressione, oggi tanto in voga; una parola che in realtà è un acronimo: DOP, che sta per Denominazione di origine protetta.

Il nuovo corso di Olio Officina Almanacco prende dunque corpo e vita all’insegna dell’olio Dop Garda. 

Buon viaggio, allora, in questo lieto navigar tra parole, a vele spiegate. 

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